DOVEVANO fare il loro ingresso da oggi negli uffici regionali come nuovi dirigenti dell'assessorato ai Beni culturali. Ma per 109 tra storici dell'arte e archeologi, dai 40 anni in su, vincitori di un concorso bandito nel 2000, dopo cinque anni di attesa la prospettiva si è completamente rovesciata. I 39 storici dell'arte neo-assunti che oggi prendono servizio (in totale in 12 forse non accettano) e i 70 archeologi convocati questa pretti mattina per scegliere la sede, rischiano di fare i semplici «passacarte». Il posto vinto da dirigenti definiti terza fascia (il livello più basso della dirigenza) con tanto di specializzazioni post-laurea, titoli professionali, e anzianità anche ventennale diinsegna mento nelle scuole, non c'è più. Li assumono come funzionari, sono passati alla qualifica con un inquadramento economico inferiore (da 3.500 Pagano euro a 1.150). «E siamo mortificati professionalmente accusa il coordinamento dei docenti vincitori di concorso perché le mansioni da svolgere non sono più quelle previste nel bando: la dicitura di storico dell'arte e archeologo addirittura nelle lettere di assunzione non esiste più». Si sentono declassati. «Stiamo subendo un vero e proprio sopruso, uno scippo del posto di lavoro», denunciano. Chi oggi accetta lo farà con "riserva", nell'attesa che l'autorità giudiziaria si pronunci sul diritto dei vincitori di ottenere un contratto di lavoro che abbia le condizioni previste dal bando. Tutti quanti, assistiti dallo studio Sciortino, hanno già presentato un ricorso contro la Regione. «L'apparato burocratico regionale, pur avendo noi esibito vari pareri legali, ha interpretato artatamente la legge 10, emanata dopo il bando. E la Regione assiste in maniera passiva, aspettando il responso dei giudici. Ma se i ricorsi ci daranno ragione, l'amministrazione subirà danni erariali rilevantissimi aggiunge il coordinamento La verità è che vogliono costringerci a rinunciare. Oggi andiamo a fare i passacarte, ci hanno tolto qualsiasi responsabilità, relegandoci alla figura di assistente tecnico. Molti rinunceranno, soprattutto chi sarà spedito in una sede lontana e disagiata, come Enna o Agrigento. Così scorreranno le graduatorie e al nostro posto potranno entrare i catalogatori fuori dalla graduatoria dei vincitori. Forse vogliono impedirci concludono storici dell'arte e archeologi di andare a concorrere e compete-re con i dirigenti in servizio di terza fascia, che in questi cinque anni di procedure concorsuali lentissime hanno guadagnato posizioni».
Storici dell'arte e archeologi all'assessorato Beni culturali
109 storici dell'arte e archeologi, vincitori di un concorso bandito nel 2000, hanno visto rovesciata la loro prospettiva di ingresso negli uffici regionali come nuovi dirigenti dell'assessorato ai Beni culturali. I 39 storici dell'arte neo-assunti e i 70 archeologi convocati per scegliere la sede rischiano di fare i semplici passacarte. I posti vinti da dirigenti definiti terza fascia, con specializzazioni post-laurea e anzianità, sono stati assegnati con un inquadramento economico inferiore. I vincitori di concorso si sentono declassati e accusano il coordinamento dei docenti vincitori di concorso di averle sopraffatte professionalmente.
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