DOVEVANO essere riflettori, saranno lampadine. Le luci accese da Crocetta su un governo che doveva essere di star, non illumineranno un palco ma semplici scrivanie. E non che la cosa dispiaccia visto che si rischiava di avere un neo neo-assessore Antonio Presti che si dichiarava «assessore di me stesso» votato alla «politica della bellezza», giacché in queste lande servono assessori e basta, votati alla politica e basta. Presti ha preferito non essere causa di altre notti insonni del governatore Rosario Crocetta, che già con Battiato aveva rischiato l'esaurimento, e ha tolto il disturbo ancor prima di fare il suo ingresso. Magie del crocettismo, con uno schiocco di dita si è materializzata la soluzione. Che era proprio lì a portata di mano. Il governatore ha alzato il telefono e manco l'interurbana ha dovuto fare, anzi manco una chiamata urbana. Ha chiamato il numero interno della sua segretaria, l'ha convocata e l'ha fatta assessore al Turismo. Chiunque altro, nell'universo conosciuto, avesse partorito una nomina con tale disinvoltura, sarebbe stato bollito vivo nel pentolone del malcontento pubblico. Crocetta no, perché in quel pentolone sa come rimestare ed è difficile che il cuoco cada nella padella. Anche nel dopo Zichichi si è assistito a un incantesimo. L'ex neo-assessore ai beni culturali, più attratto dai raggi cosmici che dai legni di Palazzo dei Normanni, è stato causa di momentaneo imbarazzo: dalle stelle allo stallo, il governatore si è ritrovato con un pugno di particelle subnucleari in mano e una figuraccia da far dimenticare. E lì il colpo di genio, anzi di bacchetta magica: chi può essere il degno sostituto di uno scienziato con la testa tra le nuvole (non solo metaforicamente)? Semplice, una persona coi piedi per terra, talvolta anche con le mani e le ginocchia: un'archeologa, Mariarita Sgarlata. Via le primedonne, arrivano le donne vere. Ed è un passo avanti, senza ironie e malintesi. Però, assodate le capacità del Crocetta chiaroveggente, incantatore e magari negromante, resta il dubbio su quale sia il vero cerchio magico del governatore. Quello che si rifà a un antico rituale babilonese che puntava sull'energia della mente per identificare uno spazio immaginario che dividesse il mondo soprannaturale da quello materiale? O quello dei manga di Dragon Ball, cioè un disco energetico tagliente e micidiale, capace di annientare i nemici più forti? Probabilmente lo scopriremo presto. Arrivederci al prossimo sortilegio.