LEGGO le pagine di Repubblica a proposito della sostanziale cancellazione delle zone di protezione speciale della Murgia Alta, e rimango letteralmente allibita dalle dichiarazioni rese da Cormio, presidente di Assomarmi, e da Saccomanno, assessore regionale, entrambi organici da antica data all'attuale governo regionale. Il primo afferma che la cancellazione «restituisce il diritto al lavoro negato». Il secondo dice: «Ma quale cancellazione, le zps rimangono inalterate, cambia solo la regolamentazione». Hai detto nienTE! Cormio dice "lavoro" e sventola l'eterno ricatto dell'occupazione, ma pensa ai tenitori «profitti», enormi e non soggetti a regole. Saccomanno, diligente interprete del Berlusconi-pensiero, a fronte delle inchieste giudiziarie in corso, non trova di meglio che associarsi alla soluzione più sicura che c'è: la magistratura inquisisce? Aboliamo le norme che prevedono i reati. La porta casca giù e il lupo non c'è più. Dov'erano l'Assomarmi e Saccomanno negli ultimi cinque anni di governo regionale? Come mai la Puglia, seconda produttrice nazionale di marmo, non ha una legge sull'estrazione? Come mai solo i cavatori pugliesi possono estrarre quanto, come e dove vogliono senza lasciare un solo euro ai territori che forniscono la materia prima? Forse che chi estrae petrolio e marmo in altre regioni d'Italia (d'Italia, non della defunta Unione Sovietica) non ha l'obbligo di pagare le royalties agli enti locali titolari dei territori utilizzati per l'estrazione e di attenersi alle regole fissate sul come e sul quanto estrarre? Forse che i cittadini lucani e toscani sono civili mentre quelli pugliesi sono abitanti di colonie, depredati e zitti altrimenti frusta? E gli spietratori che, per dirne una, hanno causato un disastro alle falde, cioè all'acqua, bene primario dell'umanità, raccontando alla Cee di ubertose diste-se di grano? Pure loro si agitano solo per difendere altre migliaia (?) di occupati? Al centrodestra, ma anche al centrosinistra, faccio una proposta che mi permetto di definire autenticamente liberale e, quindi, rivoluzionaria, visti i tempi che corrono. La Regione Puglia predisponga la legge sull'estrazione e la proposta di regolamentazione delle Zone di protezione speciale, si confronti con i comuni, con gli altri enti locali interessati, con le associazioni di categoria, con i sindacati, con l'ambientalismo, con i cittadini e dopo, solo dopo, consenta l'annullamento della deliberadel 2 dicembre 1996. Un'ultima cosa: il presidente di Assomar-mi e l'assessore Saccomanno hanno una vaga idea di quanti siano gli occupati in agricoltura in Puglia e di quante decine di migliaia siano le imprese agricole in crisi? E hanno l'idea di quanto enorme sia, e praticamente infinito, il mercato di oltre sei miliardi di persone sulla Terra che hanno il diritto e la necessità di nutrirsi ogni giorno? Si dedichino, dunque, con proporzionale solerzia, a garantire condizioni decenti di lavoro e di reddito agli agricoltori pugliesi. Quelli veri, non quelli degli spietramenti sulla Murgia Alta.
Proteggiamo l'Alta Murgia con una legge sull 'estrazione
Il presidente di Assomarmi, Cormio, e l'assessore regionale Saccomanno hanno dichiarato che la cancellazione delle Zone di protezione speciale della Murgia Alta non è una cancellazione, ma solo una regolamentazione. Cormio afferma che la cancellazione restituisce il diritto al lavoro negato, mentre Saccomanno dice che la cancellazione non esiste e che la regolamentazione è la stessa. Entrambi hanno criticato gli agricoltori pugliesi per non aver chiesto condizioni decenti di lavoro e di reddito. Il loro discorso è stato criticato per essere insensibile alle esigenze dei lavoratori e per non aver considerato le conseguenze della cancellazione delle Zone di protezione speciale.
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