NAPOLI Città della Scienza e il suo Science Center, distrutto da un incendio doloso nella notte del 4 marzo scorso, tornano sotto i riflettori. Ieri è giunto a Napoli e ha visitato il sito di Coroglio, il commissario europeo per le politiche regionali Johannes Hahn, accolto dal presidente della Fondazione Idis, Vittorio Silvestrini, e accompagnato dal presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, e dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Hahn ha espresso l'invito a ricostruire quanto prima il museo distrutto. Mentre da Roma, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha rilanciato: «Costruire presto, anche per dare risposte chiare alla malavita». Intanto, domani Città della Scienza presenterà i programmi per la riapertura, prevista ancor prima della data inizialmente programmata: il 10 aprile, quindi, e non più il 13, partiranno le prime esposizioni ed eventi. «Sarà un nuovo inizio. Senza dubbio sotto tono avvertono dalla Fondazione Idis rispetto alle attività del passato. Ma comunque ripartiremo!». E ancor prima, il 9 aprile, Città della Scienza presenterà al Parlamento e alla Commissione europei i programmi per rilanciare la struttura. «L'attenzione dell'Europa è per noi di grande importanza», ha precisato Silvestrini. Il commissario Hahn, il 5 marzo scorso, mentre il rogo non era ancora domato, aveva subito lanciato da Bruxelles un messaggio chiaro: «Ricostruire», promettendo, per primo, risorse ad hoc. Ieri è tornato sul tema: «Ricostruire Città della Scienza il prima possibile ribadisce Sono venuto qui per vedere con i miei occhi. Ricostruire il museo è molto importante per il futuro dell'Europa. Per questo - ha ricordato - abbiamo già finanziato in passato attività nel museo». Su dove e con quali fondi Hahn precisa: «So che ci sono discussioni tra autorità locali, regionali e nazionali. A queste spettano le decisioni sui finanziamenti e sulla localizzazione della struttura. L'Europa conclude deve rispettare le decisioni prese a livello locale». La discussione su dove localizzare il nuovo museo della Scienza tiene banco da giorni, non solo a Napoli. Tanto che i ministeri della Coesione territoriale e dell'Istruzione hanno, con un decreto, istituito un comitato interistituzionale che deciderà tempi e modi dell'operazione gestendo i fondi. E introduce anche il tema di una governance allargata. Una "ingerenza" per il presidente e fondatore di Città della Scienza, disposto persino a rinunciare ai fondi pubblici, pur di ricostruire il nuovo museo esattamente sulle ceneri del primo. «Siamo convinti della nostra scelta ribadisce Silvestrini il terreno del museo distrutto è nostro, altrove dovremmo espropriare altri. Oggi Città della scienza è un sistema strutturato con funzioni coordinate, anche grazie alla localizzazione di queste. Perchè smembrare adesso? Altre scelte sarebbero inopportune e ci costringerebbero a perdere anni. Vorremmo fare presto». Un appello echeggiato da Roma. Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, parla di «un danno materiale e simbolico gravissimo che deve essere immediatamente riparato e ricostruito per dare il segnale di un Paese che ha a cuore e tutela la propria cultura scientifica e non cede ai ricatti della delinquenza e della malavita». Ad oggi i fondi promessi ammontano a 20 milioni circa, di cui cinque per la bonifica, ma non è quantificato il valore delle donazioni. «Lavoreremo insieme assicura il presidente Caldoro che condivide invece l'impostazione del decreto interministeriale valuteremo le diverse soluzioni per scegliere la migliore. Un metodo adottato in altre circostanze che ci ha dato risultati interessanti. Ma partiremo da un punto fermo: Città della Scienza non verrà delocalizzata da Bagnoli». «La delocalizzazione - ribadisce Caldoro è esclusa dal dibattito». I toni concilianti del governatore non bastano a smorzare un contrasto che resta netto: per Silvestrini l'ipotesi Bagnoli significa delocalizzare.
NAPOLI - L'Unione europea è pronta a finanziare la Città della Scienza
Riassunto in 200 parole:
Ieri, il commissario europeo per le politiche regionali Johannes Hahn, ha visitato il sito di Coroglio, dove è stato distrutto il Science Center di Napoli Città della Scienza. Hahn ha espresso l'invito a ricostruire il museo quanto prima possibile. Il presidente della Fondazione Idis, Vittorio Silvestrini, ha affermato che il terreno del museo distrutto è di proprietà della Fondazione e che non si può delocalizzare il nuovo museo. Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha rilanciato l'importanza di ricostruire il museo per dare un segnale di un Paese che tutela la propria cultura scientifica.
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