Il caso La sede espositiva di Bari vecchia inserita nella permuta tra il Margherita e la Cittadella della cultura UN SPAZIO polivalente con sala convegni da 50 posti e da adibire a nuova sede dell'assessorato alla Cultura. Il Comune di Bari gioca ancora la carta della permuta con il Demanio. Questa volta a finire nel mirino il Museo Civico, il piccolo gioiello incastonato a Bari vecchia in strada Sagges. Già da questa mattina approderà in giunta un'informativa con la quale si darà mandato alla ripartizione Patrimonio di trattare l'acquisizione del bene sulla base di un piccolo progetto di restyling che consentirebbe di valorizzare un luogo spesso dimenticato dai baresi e nel quale sono custoditi, tra gli innumerevoli reperti, cimeli e documenti della Prima Guerra Mondiale, vecchie locandine del teatro Piccinni, antichi libri, cartoline d'epoca e un documento autografo di Giuseppe Mazzini. L'operazione verrà inserita nell'ambito della permuta che Palazzo di Città ha già avviato da qualche mese con il Demanio per ottenere il teatro Margherita dando in cambio i capannoni della Cittadella della Cultura di via Pietro Oreste. Una commissione tecnica effettuerà dei sodi pralluoghi per stimare il valore immobiliare dei beni oggetto della scambio e nel caso in cui l'affare non dovesse risultare conveniente per il Comune (andrebbe in sostanza a cedere un vasto immobile per ottenere un teatro che comunque sulla carta è ancora un rudere e necessita di ingenti fondi per la ristrutturazione), sul piatto della bilancia potrebbe finire proprio il Museo Civico. «E' un ragionamento che stiamo facendo da mesi spiega l'assessore al Marketing territoriale, Gianluca Paparesta e che ci consentirebbe non solo di dare maggiore lustro a questo storico contenitore culturale ma anche di risparmiare sui canoni locazione e di utilizzo». Ogni anno l'amministrazione comunale spende circa 100 mila euro di affitti tra la sede della Ripartizione Cultura in via Argiro (36mila euro) e la concessione del Museo Civico (altri 60mila euro). Costi che in tempi di spending review sono impensabili e soprattutto nelle more di una sede unica municipale che vedrà la luce chissà tra quanti anni. «La nostra idea continua Paparesta è di trasformarlo in un museo diffuso e di coinvolgere il maggior numero di associazioni culturali per la fruizione e per le visite guidate. Si tratta solo di un tentativo ma vogliamo giocarci questa opportunità con il Demanio». Attualmente il Museo Civico rientra tra i tre contenitori culturali (ci sono anche il Fortino e la sala Murat) che il Comune di Bari con apposito bando biennale ha dato in gestione alla Fondazione Petruzzelli. L'ente lirico assicura la pulizia e i servizi di apertura, chiusura e accoglienza. Il museo nacque nel 1919 in alcuni locali annessi al Margherita mentre nel 1977 venne trasferito nella città vecchia. (f.pet.)