SOPRINTENDENTE, il sindaco Alemanno ha detto che non c'erano i tempi per chiedervi l'autorizzazione per il palco della manifestazione a favore dei due Marò nella piazza del Colosseo. È così? «Il rispetto della legge è forse un optional? Dal ritorno dei Marò in India spiega Mariarosaria Barbera, da un anno alla guida della Soprintendenza archeologica statale di Roma ci sarebbe stato tutto il tempo. E se avevano fretta, perché non hanno costruito il palco in una piazza non soggetta a autorizzazioni di uffici preposti alla tutela?» Il Colosseo ha un richiamo più forte. Forse la colpa è di un'organizzazione frettolosa. «No, si è trattato di una grave forzatura. Come funzionario dello Stato, sottolineo che a nessuno è permesso di ignorare le disposizioni di legge». Ma in passato i rapporti con il Comune sono stati altrettanto burrascosi? «Comunque prevalentemente corretti, almeno sul piano formale. I sindaci di Roma regalerebbero sviluppo e opportunità a questa città se investissero in servizi per la fruizione del patrimonio culturale e archeologico, un settore che già oggi sostiene l'economia e le imprese romane come nessun altro». (c. a. b.)