L'intervista «L'UNICO principio che ha senso è quello del rispetto delle regole: qualcosa che deve valere per tutti, senza eccezioni. Se la regola dice che su certi temi decide la soprintendenza, dev'essere così»: è il pensiero di Adriano La Regina, archeologo, a lungo soprintendente che ha avuto in carica, fra gli altri monumenti, proprio il Colosseo, teatro della manifestazione proibita dai Beni culturali per i Marò. Intorno all'utilizzo dell'Anfiteatro Flavio per una manifestazione da parte del sindaco Alemanno con il Pdl è scoppiato un caso che è politico ma anche di tutela. Cosa ne pensa? «Penso una cosa molto semplice: le regole vanno rispettate. Possono essere discusse, al limite, e poi cambiate. Ma una volta concordate vanno rispettate, valgono per tutti». Alemanno ha spiegato che non ha potuto chiedere l'autorizzazione per le ragioni di "urgenza" della manifestazione: è questa la prassi? «Le procedure d'urgenza si affrontano. Sarebbe bastata una telefonata alla soprintendenza per procedere all'autorizzazione». Le sembra corretto che Alemanno utilizzi la città come fondale della propria campagna elettorale, monumenti inclusi? «Sì è così. Ma trovo che sia abbastanza normale. Del resto è quello che fanno un po' tutti». Ma questo non va a scapito dei monumenti, delle nostre piazze, degli spazi pubblici di pregio artistico o architettonico? «La situazione di degrado in città è cronica e negli ultimi anni è molto peggiorata. Penso a piazza Venezia, dove a tratti è impossibile camminare, a piazza Navona che è diventata tutta un ristorante-tavolino, a piazza del Pantheon, a via delle Muratte devastata da bancarelle di cianfrusaglie, e penso ai troppi luoghi dove non esistono più i marciapiedi. La città è diventata faticosa, faticosissima». Abusivismo, sicurezza, degrado, sono i nodi critici... «Il problema, in qualche caso, non è nemmeno ciò che è abusivo. Ma ciò che è autorizzato e veramente non dovrebbe». A parte il famoso restauro Tod's, sempre annunciato e mai partito, la risistemazione dell'area del Colosseo è stato uno dei cavalli di battaglia di Alemanno. La situazione le pare migliorata? «La situazione è identica a cinque anni fa e per certi aspetti peggiorata. Penso a quelle aree verdi oggi ridotte ad aiuole sterrate. C'è senz'altro molto che andrebbe fatto...». Che cosa in particolare riguardo alla conservazione dei monumenti, alla tutela delle aree archeologiche? «Credo che i problemi siano iniziati con il nuovo piano regolatore generale, che inizia quando era sindaco Rutelli e assessore Cecchini ed è proseguito con sindaco Veltroni, assessore Morassut: mi riferisco, e faccio solo un esempio, all'urbanizzazione forsennata del suburbio, all'erosione degli spazi agricoli, alla campagna romana che si sta perdendo irrimediabilmente in cui tutto è molto mal gestito».
ROMA - L'affondo di La Regina "La città consegnata al caos dove le regole non contano più"
Adriano La Regina, archeologo e ex soprintendente, ha espresso la sua opinione sull'utilizzo dell'Anfiteatro Flavio per una manifestazione da parte del sindaco Alemanno con il Pdl. La Regina pensa che le regole debbano essere rispettate e che l'autorizzazione non sia stata richiesta per motivi di urgenza. Ha anche criticato l'utilizzo della città come fondale della campagna elettorale e ha espresso preoccupazioni per la situazione di degrado in città, come la mancanza di marciapiedi e la devastazione di piazze e aree pubbliche.
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