"Un grazie all'Alma Mater, che lo controlla gratis" DALL'ULTIMA volta che qualcuno s'è preso cura di lui sono passati venticinque anni. Un quarto di secolo è un batter di ciglia, per uno che fu innalzato tra il 1563 e il 1566, ma il tempo passa anche per il Nettuno, che oggi non sta affatto bene. La fontana, uno dei simboli di Bologna e uno dei monumenti più immortalati dai turisti, avrebbe bisogno di urgenti lavori di restauro in tutte le sue parti, dalla statua di bronzo alla vasca in marmo, per arrivare infine al sottosuolo. Spesa totale stimata: circa 700 mila euro. Ma i soldi non si trovano, seppure nel programma di bilancio dei Lavori pubblici del Comune sia prevista una voce dedicata all'intervento. Solo però «attraverso sponsorizzazioni», ribadisce, sulla scelta già fatta in Comune, il direttore del settore Edilizia pubblica e Manutenzione, Fabio Andreon, perché persino le due equipe di Ingegneria e di Architettura dell'Alma Mater, che da qualche mese seguono da vicino il capolavoro del Giambologna prestano la loro collaborazione scientifica a titolo gratuito, in previsione di un'auspicabile convenzione. «Non credo che dal bilancio salterà fuori nulla - dice Andreon -. Siamo in attesa di trovare qualcuno che finanzi i lavori ». Il Gigante, come lo chiamano i bolognesi, non è a rischio caduta, ma non per questo l'urgenza vien meno: «Certo, non cade. Ma questo non è sufficiente per non capire che i lavori sarebbero necessari». Perdite d'acqua dalla vasca, muschi che aggrediscono il marmo, infiltrazioni sotto il basamento della fontana sono ciò che più preoccupa i tecnici. E nessuno più dello staff di ricercatori e dottorandi guidato da Gabriele Bitelli, ordinario di Geomatica del dipartimento di Ingegneria Civile, ne conosce meglio lo stato di salute. Il professore ha messo a punto un rilievo tridimensionale ad alta risoluzione della fontana e della parte sotterranea attraverso un laser a scansione. «Abbiamo realizzato - spiega - un accurato modello numerico dell'oggetto, mediante l'acquisizione di qualche centinaio di milioni di punti, ognuno caratterizzato da una precisione di qualche millimetro, che descrivono la superficie del Nettuno in modo molto dettagliato ». Accanto allo studio informatico ne è stato fatto uno più storico-costruttivo, condotto dal professor Claudio Galli del dipartimento di Architettura, sfociato pure in una tesi di laurea discussa pochi giorni fa. «L'analisi - dice Galli - ci ha consentito di capire meglio i materiali con cui la fontana fu realizzata. Oltre a ciò, fatti i rilievi nei sotterranei, abbiamo riscontrato perdite d'acqua che non ci fanno stare tranquilli». Sebbene anche il bronzo del Nettuno abbia bisogno di una bella manutenzione, dai due studi risulta che la parte più danneggiata è la vasca: al lato nord del paramento in marmo, proprio perché esposto in quella direzione, serve un intervento urgente, in quanto sottoposto ai continui spruzzi. «Una volta - chiude Galli - si faceva nelle città una manutenzione periodica, almeno ogni dieci anni. Ora non ci pensa più nessuno. E non ci sono soldi». Chiude l'assessore ai Lavori pubblici Riccardo Malagoli. «Dire che la fontana è abbandonata come un ferro vecchio è un'esagerazione pretestuosa. Ogni giorno viene pulita e la vasca è sempre piena. Gli ugelli delle Naiadi funzionano a tratti per ridurre al minimo le perdite d'acqua dovute alle microfratture sulla vasca, ma degrado e abbandono sono ben altro. Siamo impegnati per riportare la fontana al pieno funzionamento e cerchiamo sponsor privati. La settimana scorsa sono terminati i sopralluoghi da parte dell'Università, che sta ora elaborando tutti i dati disponibili. Appena possibile sottoporremo un progetto di restauro alla Soprintendenza».
BOLOGNA - Quel povero Gigante coi piedi d'argilla senza soldi per curarsi
La fontana del Nettuno a Bologna ha bisogno di urgenti lavori di restauro in tutte le sue parti, dalla statua di bronzo alla vasca in marmo. La spesa stimata è di circa 700 mila euro, ma i soldi non si trovano. Il Comune ha previsto una voce dedicata all'intervento nel programma di bilancio dei Lavori pubblici, ma solo attraverso sponsorizzazioni. L'Alma Mater, l'università di Bologna, collabora scientificamente a titolo gratuito con l'equipe di Ingegneria e di Architettura. I tecnici preoccupano le perdite d'acqua dalla vasca, le microfratture sulla vasca e le infiltrazioni sotto il basamento della fontana.
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