Fincato: «Il 4 dicembre il ministro è stato chiaro, non si può» VENEZIA - E' stata il 4 dicembre la data cruciale per la candidatura di Venezia Capitale Europea della Cultura 2019. Quel giorno il ministro della Cultura Lorenzo Ornaghi e la dirigente Antonia Recchia convocano tutte le quindici città interessate al titolo e spiegano per filo e per segno la procedura per arrivare ad ambire al titolo. La slide numero quattro gela Venezia e il progetto allargato all'intera Regione Veneto, all'Alto Adige e al Friuli Venezia Giulia: possono candidarsi solo le città col territorio circostante. Testuale: «Cities and surrounding area». Per il presidente del comitato della candidatura Innocenzo Cipolletta è la conferma della bontà del progetto che mette tutto il NordEst al traino del nome di Venezia, per il direttore Maurizio Cecconi e la delegata ai rapporti con l'Ue Laura Fincato è la fine delle prospettive delle regioni nel nome di Venezia. Di lì a poco il direttore Cecconi si dimetterà e l'attività del comitato verrà sospesa. Tre giorni fa il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni ha fatto sintesi dei dubbi che da due mesi bloccano la candidatura: «Il titolo di Capitale Europea della Cultura non porta soldi, porta turisti di cui Venezia non ha bisogno - ha detto al Corriere del Veneto - Venezia è già una capitale mondiale della cultura. Le risorse europee sono quattro soldi, lo stato italiano non credo che metterà un quattrino e gli industriali stentano a sovvenzionare le iniziative culturali già esistenti. Non prendiamoci in giro». La Regione non la pensa così. «Come Regione abbiamo sempre appoggiato questo progetto, convinti che avrebbe avuto riverberi positivi sulla città e sul territorio circostante - ha detto ieri ad AntennaTre il governatore Luca Zaia - Ma il capocordata è il Comune, o ci crede il Comune......Francamente all'orizzonte vedo solo grossi nuvoloni neri». «Se Venezia ritiene che la candidatura non sia utile, lo dica: nessuno si straccia le vesti - fa eco il vicepresidente Marino Zorzato - Ma ci dica le buone ragioni: il progetto non nasceva per avere fondi europei e la ragione non può essere che Venezia ha troppi turisti. Io la ritengo ancora una grande opportunità e se non la cogliamo qualcuno se ne assumerà le responsabilità». Bolzano coglie l'opportunità: «Vista la mole di lavoro fatto e l'esperienza accumulata, sono favorevole a proseguire con Bolzano capofila in collaborazione con Trento e Innsbruck - lancia il vicepresidente della Provincia di Bolzano, Christian Tommasini - ci sono sei mesi per completare il dossier di candidatura. Ce la possiamo giocare e nei prossimi giorni valuteremo in maniera seria questa eventualità». Ci stanno anche Trentino e Tirolo: «Venezia è perplessa? Si punti all'Euregio», invitano il governatore trentino Alberto Pacher e l'assessora altoatesina Kasslatter Mur indicando una candidatura Euregio, con Bolzano, Trento e Innsbruck. A settembre scadono i termini, il prossimo treno per le città italiane che ambiscono al titolo passerà nel 2033. Non è escluso che Venezia ci rinunci ma a decidere dovrà essere il comitato dei sei soci promotori Regione Veneto e Friuli Venezia Giulia, Provincia di Venezia, Provincie autonome di Trento e di Bolzano e Ca' Farsetti . «Questi rigurgiti di interesse sono un'occasione per una verifica finale - spiega PierFrancesco Ghetti che da assessore al Progetto Strategico ha seguito l'intera partita sul nascere - Era molto interessato l'Alto Adige, un po' meno il Trentino e il Friuli. Ma finora la carretta l'ha tirata Orsoni. Se c'è interesse ora lo si esprima nei fatti. Non a parole». Soldi, sponsor, impegno per costruire una prospettiva duratura di coesione a NordEst che tra fare e creare, cultura e impresa, trovi una sintesi creativa e operativa. «Concordo col sindaco - approva la responsabile per i rapporti con la Ue Laura Fincato - Tutto il lavoro finora fatto non si può buttare via. Ma non è questo il vestito adatto: è una taglia 42 per chi idossa la 46«. Stringe sui fianchi quel titolo europeo al progetto Venezia-NordEst ma l'idea è buona per un'intera collezione: «Venezia vuole recuperare la bontà delle relazioni con altri territori - incoraggia Fincato - Si può andare avanti senza forzature e al di là del titolo».