Beni culturali a rischio chiusura scatta la protesta dei lavoratori Sono a rischio di chiusura tutti i monumenti pugliesi». A lanciare l'allarme sono i lavoratori delle Soprintendenze pugliesi. I dipendenti dei Beni culturali oggi scenderanno in piazza a Bari, per aderire alla serie di manifestazioni di protesta che i sindacati del pubblico impiego stanno organizzando in tutti i comparti. Ma con una ragione di più. «Da quando dicono c'è stata la frantumazione degli enti a tutela dei Beni culturali in Puglia l'intero servizio è stato danneggiato e presto non sarà più in grado di funzionare». Lavoratori in piazza: "Beni culturali a pezzi e senza soldi " MONUMENTI pugliesi sono "tutti a rischio chiusura». A lanciare l'allarme sono proprio i lavoratori delle Soprintendenze pugliesi. Che oggi scenderanno in piazza a Bari, per aderire alla serie di manifestazioni di protesta che i sindacati del pubblico impiego stanno realizzato in tutti i comparti. Ma con una ragione di più. «Da quando dicono c'è stata la frantumazione degli enti a tutela dei Beni culturali in Puglia l'intero servizio è stato danneggiato e presto non sarà più in grado di funzionare». Secondo i rappresentanti della Cgil in particolare, a rischio sarebbero tutta una serie di strutture che, già dai prossimi mesi, si troveranno con un numero di addetti alla custodia inferiore alle necessità. È il caso, per esempio, del monumento simbolo della Puglia nel mondo: Castel del Monte. «Lì il personale di ruolo per la custodia è composto da appena cinque unità dice Matteo Scagliarini, responsabile del coordinamento Beni culturali per la Funzione Pubblica della Cgil Bari Quasi tutti sono prossimi alla pensione. Tutto il resto del personale è composto da lavoratori precari. È soltanto grazie a loro che Castel del Monte viene aperto ogni giorno, per dieci ore al giorno. I loro contratti però vengono periodicamente rinnovati. Non si contano le ore di straordinario e i riposi non goduti. E la situazione, con il frastagliamento delle Soprintendenze è ormai alla soglia del collasso». La stessa situazione tocca anche al Castello di Trani. Il personale di ruolo per la custodia è composto da otto dipendenti: di questi, uno andrà in pensione il mese prossimo. Nonostante l'insufficienza di personale, il maniero tranese resta aperto undici ore al giorno per tutta la settimana e ai dipendenti tocca ora anche seguire il servizio di biglietteria, visto che è venuta meno la ditta esterna che gestiva tutte le attività collaterali: biglietteria, appunto, e bookshop. Rischia invece addirittura di dover rinunciare alle aperture pomeridiane il Museo archeologico di Altamura. Una decina sono i dipendenti in servizio, cui tocca seguire tutte le attività collaterali. E da qualche tempo da quando cioè l'appalto esterno è venuto menoper visitare il Museo nel pomeriggio è necessario prenotarsi almeno in mattinata. Apre invece soltanto la mattina il Castello di Copertino, che è ret-to da appena quattro addetti al servizio di vigilanza. Al Castello Svevo di Bari invece, secondo la Cgil, sarebbero necessarie almeno altre nove unitàper poter offrire un servizio adeguato. Attualmente, sono 16 i dipendenti di ruolo, distribuiti su tre turni e impiegati anche nell'attività di apertura degli uffici (visto che il Castello di Bari è sede di Soprintendenza). «La situazione a Bari si complica poi in corrispondenza dell'organizzazione di mostre come quella in corso spiega ScagliariniTant'è che oraè stato siglato un contratto conuna società esternaper un servizio aggiuntivo di vigilanza privata». Ma la questione non riguarda soltanto i monumenti e il rischio di chiusura. C'è anche la difficoltà, data la mancanza di personale, di gestire gli uffici: a determinare queste difficoltà sarebbe stata, secondo i rappresentanti dei dipendenti, la creazione delle tre nuove Soprintendenze, quella che ha competenza su Bari e Foggia, quella «mista» per Lecce, Brindisi e Taranto, e la direzione generale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia. «Nell'organizzazione e nella distribuzione delle competenze afferma Matteo Scagliarini non si è nemmeno provveduto a sostituire gli amministrativi che sono andati in pensione, la distribuzione territoriale del personale è sbilanciata per professionalità». L'ufficio di Lecce, a quanto pare, non disporrebbe di personale sufficiente alle competenze assegnate. Gli architetti in servizio nel capoluogo salentino sono soltanto tre; uno solo è il geometra; due gli storici dell'arte; manca ancora infine la figura del direttore amministrativo. «In totale su Lecce, che segue tre province importantissime dice il sindacalista sono soltanto 35 le unità lavorative. E' il paradosso frutto della frantumazione delle Soprintendenze. Invece di implementare nuove professionalità e distribuire gli organici per competenze e settori, sono state meramente suddivisi i 240 dipendenti complessivi». Oggi, i lavoratori pugliesi dei Beni culturali si fermeranno, in segno di protestaper due ore. D alle 11 alle 13, Cgil, Cisl e Uil hanno indetto assemblee all'Archivio di Stato a Trani, alla Soprintendenza Archivistica della Puglia, alla Biblioteca Nazionale, a Castel del Monte, al Museo di Altamura. All'ingresso del Castello di Bari, l'assemblea si terrà all'aperto.
Monumenti a rischio chiusura : Da Castel del Monte agli altri manieri svevi della regione, dai musei alle sovrintendenze:
I lavoratori dei Beni culturali in Puglia si sono riuniti per protestare contro la frantumazione delle Soprintendenze e la mancanza di personale per gestire i monumenti e gli uffici. Secondo i sindacati, la situazione è ormai alla soglia del collasso e i monumenti come Castel del Monte, Castello di Trani e Museo di Altamura rischiano di chiusura. I lavoratori chiedono una risoluzione immediata della situazione e la ripristino delle Soprintendenze. Le proteste si svolgeranno in tutta la Puglia, con assemblee presso i monumenti e gli uffici.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo