Dieci chilometri e 900 metri: questa è la distanza che separa il piccolo ma prezioso museo di Aidone che ospita la Dea e i meravigliosi argenti di Morgantina dal (potenziale) museo di Piazza Armerina destinato ad offrire ai visitatori gli oggetti più preziosi recuperati nella celeberrima Villa del Casale. Eppure le due cittadine vivono ciascuna intorno al proprio campanile ignorando quello altrui come se fossero distanti quanto Gibilterra da Vladivostok. Aprite il sito web della Pro loco di Aidone: troverete notizie su Morgantina, sul Cammino Diocesano, sui Teatri di Pietra, sul Tesoro della chiesa madre di San Lorenzo per non dire di Filippo Cordova, «uno dei protagonisti principali dell'Unità d'Italia». Cercate le parole «Piazza Armerina»: non esistono. Come se un turista arrivato dal Canada o dal Giappone dovesse interessarsi solo ed esclusivamente dell'ombelico archeologico di Aidone. Aprite ora il sito del Comune di Piazza Armerina dedicato ai «servizi al turismo»: troverete un pacchetto di «attrazioni culturali» comprendente la Villa Romana e la Biblioteca Comunale «Alceste e Remigio Roccella» e la Pinacoteca Comunale e il Museo Diocesano e la Mostra permanente del Libro antico e quella della Civiltà mineraria e il Teatro Garibaldi eccetera eccetera. Non una parola su Aidone e la dea di Morgantina. O meglio, cercando accanitamente in una pagina laterale sulle cose da vedere nel territorio, insieme con il Parco minerario di Floristella-Grottacalda e l'eremo di Fundrò e il sito di Sofiana esiste effettivamente un link su Morgantina ma è una bufala: se ci clicchi sopra appare la schermata «indirizzo non valido». A farla corta: gli abitanti di Aidone vivono come un'offesa al loro onore il dubbio che non abbia senso tenere aperto un museo per poche decine di persone al giorno dedicato solo ad Aidone e al suo territorio e quelli di Piazza Armerina vivono come un'offesa al loro onore il dubbio che non abbia senso andare ad aprire un nuovo museo, atteso da 54 anni (cinquantaquattro!), nel bellissimo e recentemente restaurato Palazzo Trigona della Floresta, in piazza Duomo, dedicato solo a Piazza Armerina. Museo che peraltro, come denuncia un agghiacciante rapporto di Legambiente sulle condizioni dei siti Unesco siciliani, fu inaugurato due anni fa ma è ancora chiuso perché non ci sono i soldi per svuotare le casse coi reperti e sistemare le bacheche, col risultato che i 12 impiegati (la parola custodi è una diminutio...) non hanno nulla da mostrare ai rari turisti che si affacciano. Vittorio Sgarbi, che è stato alto commissario per i restauri della Villa del Casale, dice che ha cercato per anni di spiegare ai sindaci, agli amministratori, agli operatori che «varrebbe la pena di unire gli sforzi» e che «è insensato pensare che Morgantina possa rubare turisti a Piazza Armerina o Piazza Armerina rubare turisti a Morgantina» e che «questa cecità campanilistica fa male a tutti». Non c'è stato verso «neppure di proporre un biglietto unico per chi vuole visitare sia l'una sia l'altra meraviglia...». E tutti a lagnarsi: ah, perché non vengono più turisti?
Lotte di campanile contro la cultura. L'assurda concorrenza tra il museo di Piazza Armerina e quello di Aidone
Aidone e Piazza Armerina sono due città siciliane che ospitano rispettivamente il museo di Morgantina e il museo di Piazza Armerina. I due musei sono stati costruiti per esporre gli oggetti archeologici trovati nella Villa del Casale e nella città di Morgantina. Tuttavia, i due musei sono separati e non ci sono un biglietto unico per visitarli. I residenti di Aidone e Piazza Armerina sembrano non essere consapevoli dell'esistenza dell'altro museo e vivono ciascuno intorno al proprio campanile. Il museo di Piazza Armerina è stato inaugurato due anni fa, ma è ancora chiuso a causa di problemi finanziari.
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