Tre giorni di incontri. Il Comune: vogliamo ascoltare L'APPUNTAMENTO dura tre giorni, da oggi a venerdì. In uno stesso luogo, nel complesso di San Domenico Maggiore. Sono le "Giornate per la cultura" promosse dall'assessore comunale Antonella Di Nocera, perché la città possa essere partecipe delle strategie da mettere in campo in questo settore, delle iniziative da intraprendere, delle strade da percorrere senza che vengano, semplicemente, dettate dall'alto o condizionate dalla scarsezza di fondi. «Le Giornate giungono - afferma l'assessore - in un momento estremamente delicato dal punto di vista economico-finanziario. Indispensabile, quindi, confrontarsi con la città sulle strategie da mettere in atto per una delle principali leve di sviluppo economico-sociale e di progresso civile per Napoli, ovvero il suo patrimonio culturale, storico, artistico insieme alle sue risorse intellettuali e alle sue energie creative». Risorse ed energie, non solo napoletane, chiamate a confrontarsi, tutte, nel corso della tre giorni articolata tra sessioni plenarie, di mattina, e tavole rotonde, di pomeriggio (alle une ed alle altre si poteva chiedere di partecipare iscrivendosi attraverso il sito del Comune; e quando ieri si sono chiuse le iscrizioni, l'elenco dei partecipanti era lungo centinaia di nomi). Il programma? Iniziamo da oggi, quando il tema sarà quello della "cultura come bene comune", e in mattinata, ai saluti del sindaco de Magistris e dell'assessore Di Nocera seguiranno gli interventi di Salvatore Settis, Aldo Masullo, Paolo Macry e Tomaso Montanari. E poi quelli dell'assessore regionale Guido Trombetti, dei rettori Massimo Marrelli, Lida Viganoni, Lucio D'Alessandro, della direttrice dell'Accademia di Belle Arti Giovanna Cassese, della direttrice del Conservatorio Elsa Evange-lista, dei sovrintendenti. E poi Gerardo Marotta e il maestro Roberto De Simone. E saranno le parole di Settis, dal suo libro "Azione popolare", recitate da Andrea Renzi, a fare da cornice agli appuntamenti: «In quella enorme differenza di durata e respiro tra la vita del singolo e quella della comunità risiede il dramma perpetuo del rapporto tra l'uomo e il mondo». Un dramma che si alleggerisce solo con la capacità responsabile - anche sancita dall'articolo 9 della nostra Costituzione - di curare la cultura e il patrimonio come bene comune, come capacità lungimirante di guardare al futuro. E se agli appuntamenti ci si iscriveva on line, per intervenire ufficialmente, nulla toglie che si assista alle discussioni. Ed al momento una delle più affollate è quella riservata, oggi pomeriggio, al tema "Economia della cultura. Nuovi modelli per la gestione di beni e attività culturali", un appuntamento condotto da Massimo Lo Cicero e Daniele Pitteri con la partecipazione del rettore Marrelli. Sempre nel pomeriggio, si parlerà anche di "Giovani e cultura come responsabilità generazionale", mentre sono fioccate anche le adesioni per l'incontro su "Il centro storico patrimonio Unesco", o per quello che si ripromette di indagare su "Napoli nell'immaginario attuale". Domani saranno protagonisti i cittadini ed i gruppi civici, ai quali è chiesto di fare il punto su esperienze, sul territorio, che «indicano un sentiero possibile di riaffermazione delle identità metropolitane e obiettivi di rigenerazione urbana a partire dalla cultura. E allora spazio al racconto a più voci da Scampia, Sanità, Area Est, Montesanto, Piazza Mercato, Porta Capuana. Ma non mancheranno le Scale di Napoli e Forcella, spiega il programma. E con l'aiuto di esperti di economia della cultura e di "tecnici" dei finanziamenti europei, ecco il tentativo di elaborare «un indirizzo per le politiche pubbliche locali e regionali, con una visione aggiornata e in linea con le tendenze a livello europeo; di individuare settori produttivi e ambiti di collaborazione pubblico-privato su cui far convergere l'utilizzo dei fondi europei 2014-2020, in particolare quelli destinati alle città». «Le conclusioni a cui perverremo alla fine delle Giornate spiega la Di Nocera - non avranno la pretesa di essere esaustive o concludenti, ma coltiviamo l'ambizione di giungere ad alcune tesi e linee di programma per la cultura che verranno elaborate collettivamente e possano essere la base per istituire un luogo di riferimento permanente dove le forze sociali e le reti istituzionali impegnate nell'attuazione delle politiche culturali a Napoli possano periodicamente confrontarsi. E queste linee saranno fatte proprie dall'amministrazione civica che si impegna a porre in essere tutte le opportune azioni progettuali e ammini-strative per attuarle».
NAPOLI - Cultura, l'ultima carta "Risorsa contro la crisi"
Il Comune di Napoli ha organizzato le "Giornate per la cultura" per ascoltare le idee e le strategie per lo sviluppo culturale della città. L'evento dura tre giorni e si svolgerà nel complesso di San Domenico Maggiore. L'assessore comunale Antonella Di Nocera ha promosso l'evento per affrontare le sfide economiche e finanziarie che affliggono la città. Il programma include sessioni plenarie e tavole rotonde con esperti e partecipanti. I temi trattati saranno la "cultura come bene comune", l'economia della cultura, i giovani e la cultura, il centro storico patrimonio Unesco e la Napoli nell'immaginario attuale.
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