Dopo le perplessità di Venezia, proposta congiunta di Pacher Kasslatter BOLZANO «Il titolo di Capitale europea della cultura non porta soldi, non porta nulla. Porta turisti di cui Venezia non ha bisogno. Venezia è già una capitale mondiale della cultura». Non avrebbe potuto essere più chiaro, il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, che in un'intervista al Corriere del Veneto, affossa la candidatura del Nordest a Capitale europea della cultura 2019. «Le risorse europee aggiunge il primo cittadino della città lagunare sono quattro soldi, lo stato italiano non credo che metterà un quattrino e gli industriali stentano a sovvenzionare le iniziative culturali già esistenti. Non prendiamoci in giro. Il titolo di Capitale europea interessa agli altri soci e ad altri che vogliono menare il can per l'aia». Orsoni, pur esprimendo un giudizio che appare inappellabile, poi precisa: «Deciderà il consiglio comunale se la città città vuole partecipare, perché finora nessuno me lo ha detto. E comunque possiamo andare avanti con Venezia e il suo territorio, che non può essere certo quello di tutto il Nordest. Il bando dice che il titolo verrà dato ad una città e non ad un territorio vasto, ampio. Un pezzo d'Italia. Potremmo a questo punto candidare l'Italia intera a capitale europea della cultura conclude il sindaco con toni beffardi Facciamo un'Ati tra le città italiane che si candidano al titolo e concorriamo. Tutto si può fare ma non corrisponde ai criteri del bando. Non c'è speranza: come se io avessi immaginato di costruire uno stadio e invece il Comune fa il bando per costruire un teatro». Le dichiarazioni pubbliche del sindaco Orsoni confermano, perfino oltre le previsioni, i forti dubbi dei veneziani sulla sinergia con le province vicine per la candidatura del Nordest a capitale europea. E si fa sempre più concreta l'ipotesi di una candidatura non più di area territoriale, ma della sola Venezia. Eppure proprio nella città lagunare, il 1 dicembre 2010 era stato firmato in pompa magna il protocollo d'intesa tra i responsabili politici dei sei enti territoriali coinvolti nel progetto di candidarsi per ottenere il titolo di capitale europea della cultura 2019: Comune e Provincia di Venezia, Regione del Veneto, Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, e le Province autonome di Trento e di Bolzano. Le parole del sindaco Orsoni sono subito rimbalzate nella nostra regione, suscitando reazioni di stupore ma anche di risentimento. Il neo-governatore trentino Alberto Pacher replica seccamente ad Orsoni: «Se Venezia non vuole aderire, poteva anche dirlo prima. Avremmo risparmiato tempo ed energie. Oltretutto la candidatura congiunta non era stata improvvisata da un paio di persone, ma si reggeva su accordi e gruppi di lavori, con l'illustre presidenza di Innocenzo Cipolletta. Quanto alle osservazioni sul bando aggiunge Pacher l'originalità e la forza della proposta consisteva proprio nel presentare un territorio più ampio e ricco, di un'area metropolitana estesa e articolata come il Nordest. Ma queste iniziative possono funzionare solo se c'è un afflato unitario, mentre se iniziamo con le polemiche e i distinguo allora tutto diventa un problema ed è meglio lasciar perdere». Il governatore trentino, infine, con orgoglio rivendica le potenzialità del Trentino Alto Adige: «Se dovesse saltare la candidatura, avremmo perso tutti un'occasione. Ma, grazie al cielo, i nostri territori non hanno comunque un bisogno vitale di questa iniziative. E poi ci saranno altre occasioni: chissà che in futuro non si possa presentare una candidatura dell'Euregio, con Alto Adige e Tirolo». Quest'ultima proposta viene anche dall'assessora provinciale alla cultura tedesca Sabine Kasslatter Mur: «Quella dell'Euregio potrebbe essere una grande idea. Forse è tardi per avanzare la proposta per il 2019, ma si potrebbe iniziare a studiare la candidatura per l'edizione successiva».
Capitale europea, si punti sull'Euregio
Il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, ha espresso i suoi dubbi sulla candidatura della città a Capitale europea della cultura 2019, affermando che il titolo non porta soldi e non porta nulla, ma porta turisti che non ha bisogno. Orsoni ha anche affermato che le risorse europee sono quattro soldi e che gli industriali stentano a sovvenzionare le iniziative culturali. Il governatore trentino, Alberto Pacher, ha risposto seccamente, affermando che se Venezia non vuole aderire, poteva anche dirlo prima e che la candidatura congiunta non era stata improvvisata da un paio di persone, ma si reggeva su accordi e gruppi di lavori.
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