A Roma i turisti che hanno invaso la città per Pasqua e Pasquetta hanno letteralmente preso d'assalto i musei. E li hanno potuti raggiungere con la metropolitana, che «non ha subito alcuna riduzione d'orario». È andata così anche a Firenze, dove è stata disposta l'«apertura straordinaria di musei, giardini e ville storiche». E pure a Palermo sono state aperte al pubblico tutte le sale dei musei, visitabili senza alcuna difficoltà. A Napoli, invece, turisti e cittadini hanno dovuto fare i conti con la solita approssimazione. Chi domenica ha avuto la malaugurata idea di prendere il metrò, infatti, ha scoperto che le corse erano state soppresse (ovviamente senza alcun preavviso) dalle 13 alle 16. Il motivo? Assenza di personale. Insomma, la metropolitana della terza città d'Italia ha chiuso perché durante l'orario del pranzo pasquale sono spariti i macchinisti. E gli autobus? Neppure a parlarne. Fermi anche quelli (ma in questo caso era già previsto) dalle 13 alle 16. E che dire dei musei? Mentre nel resto d'Italia si potevano ammirare senza intoppi la Galleria nazionale d'arte moderna (Roma), la Galleria degli Uffizi (Firenze) e Palazzo Abatellis (Palermo), a Napoli i visitatori hanno dovuto fare i conti anche in questo caso con l'assenza di personale. E così come racconta oggi il nostro Vincenzo Esposito a Capodimonte si sono formate code interminabili per poter visitare gli appartamenti reali. Il motivo? Pochi custodi, che sono stati costretti (loro malgrado) a «radunare» i turisti in gruppi, con attese fino a tre ore fra una visita e l'altra. E dire che proprio Capodimonte era stato inserito nell'elenco dei cinquanta luoghi più belli da vedere pubblicato dal ministero per i Beni culturali. Chissà, sarà per questo che mentre il settimanale americano Forbes e la Süddeutsche Zeitung esaltano Roma (il quotidiano tedesco parla di «grande teatro con un vero palcoscenico, Campo de' Fiori: una sorta di ottava meraviglia del mondo») l'inviato di Lonely Planet boccia invece Napoli. L'ha fatto in un'intervista rilasciata a Mirella Armiero e pubblicata domenica su questo giornale, nella quale il travel writer dice di aver trovato la città «trascurata» e mette sott'accusa proprio i musei: «Sono andato a Capodimonte e ho trovato chiusi metà del primo e del secondo piano. Tra l'altro, si paga il biglietto intero anche se non si può visitare tutto. E qual è il motivo? La solita cantilena: non c'è personale. Eppure ho visto al pianterreno quattro custodi che fumavano e chiacchieravano tra di loro e altri quattro al piano di sopra. Lo stesso mi è capitato al Maschio Angioino, dove le sale erano sprovviste di personale, che era altrove a giocare a carte». Conclusione? «Quello che ho visto qui me lo aspetto in Tunisia o al Cairo, non in un paese del G8. Sembra quasi che a Napoli alle istituzioni non importi nulla se i turisti arrivano o no». Forse sono troppo impegnate a dibattere sulle ztl, le zone a traffico limitato. E non si accorgono che, nel frattempo, la città sta diventando un'unica, grande, ma diversa ztl. Una «zona a turismo limitato».
Napoli. Zona a turismo limitato
A Roma, Firenze e Palermo, i musei sono stati aperti al pubblico durante Pasqua e Pasquetta, mentre a Napoli, i turisti hanno dovuto fare i conti con l'assenza di personale. A Napoli, la metropolitana è stata chiusa dalle 13 alle 16, gli autobus sono stati fermi e i musei hanno avuto problemi di personale. A Capodimonte, i visitatori hanno dovuto aspettare in lunghe code per visitare gli appartamenti reali. Il viaggiatore Vincenzo Esposito ha criticato i musei per la loro gestione e ha detto che la città sta diventando un'unica zona a traffico limitato. Il settimanale americano Forbes e la Süddeutsche Zeitung hanno elogiato Roma, mentre il viaggiatore ha criticato Napoli.
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