Sopralluoghi della banda prima del colpo: controlli sui filmati Ladri a caccia di oro più che di reperti etruschi, anche se di valore superiore. Un furto comunque molto più ingente di quello che era sembrato in un primo momento e che il giorno di Pasqua ha portato alla chiusura al pubblico dell'area museale di Villa Giulia. Un assalto che ha colto di sorpresa le due guardie giurate incaricate della vigilanza notturna del Museo nazionale etrusco, tanto che in una manciata di secondi, sabato scorso, i ladri hanno infranto e svuotato alcune teche nella Sala degli Ori - al primo piano dell'edificio ai Parioli - che custodivano riproduzioni uniche di gioielli etruschi: creazioni che facevano parte della famosa collezione dell'orafo romano dell'Ottocento Augusto Castellani (fra i suoi clienti i Savoia e l'imperatore di Prussia Federico III), accanto alle quali sono esposti i pezzi antichi frutto di ritrovamenti negli scavi archeologici di Cerveteri. Un tesoro inestimabile composto da circa 6mila oggetti. Un obiettivo da professionisti, come la pianificazione del furto, alla quale potrebbero aver partecipato uno o più basisti. I ladri - da tre a cinque, con cappucci e guanti per non lasciare impronte - hanno agito a colpo sicuro. Forse su commissione. Poco prima di mezzanotte il gruppetto ha scavalcato il cancello posteriore del museo, accanto all'Accademia di Romania, poi si è diretto verso il corpo principale del complesso chiudendosi alle spalle tutti gli accessi con fascette di plastica probabilmente per rallentare i tentativi di inseguimento delle guardie o delle forze dell'ordine. Una volta nel Museo, poi, i ladri hanno forzato un portone di legno e segato le sbarre di una finestra (ma non è chiaro se fossero già rotte) lanciando fumogeni per accecare le telecamere. Lo stesso stratagemma è stato utilizzato nella Sala degli Ori (anch'essa protetta da numerose telecamere). Da lì gli intrusi sono fuggiti con il bottino senza che i vigilantes - stando almeno alle dichiarazioni di questi ultimi - li incontrassero. Le guardie sono state interrogate dai carabinieri della compagnia Trionfale e del Nucleo Tutela patrimonio culturale, che indagano sull'assalto di Pasqua: non sono state rinchiuse nel loro ufficio ma si sono precipitate fuori quando hanno capito che la videosorveglianza era fuori uso e hanno fatto scattare l'allarme. Nonostante il loro intervento il commando è riuscito ad allontanarsi, forse seguendo a ritroso lo stesso percorso e dopo essersi trattenuto a Villa Giulia per una decina di minuti. I carabinieri hanno svolto un altro sopralluogo nella Sala degli Ori - chiusa al pubblico, il resto del museo è aperto - e hanno acquisito le immagini della videosorveglianza. Non solo quelle di sabato ma anche dei giorni scorsi: una delle ipotesi è infatti che i ladri possano aver visitato le sale come turisti per mettere a punto l'assalto, visionare i gioielli e scegliere i più rari e preziosi, portati via in meno di 90 secondi dopo aver sfondato le teche di vetro a colpi d'ascia.