Stop alla realizzazione dell'impianto eolico off shore al largo della costa molisana e abruzzese. Lo ha deciso il Consiglio di Stato, confermando la precedente sentenza del Tar che già aveva messo i freni alla «Effeventi srl», che ha sede a Milano. La società aveva ottenuto da parte di tutti i ministeri competenti l'autorizzazione per la costruzione del parco San Michele, tra Montenero di Bisaccia e San Salvo. Un impianto, che prevedeva il posizionamento di 54 turbine sporgenti per circa 75 metri dal mare, ma in grado di assicurare il rifornimento di energia elettrica per ben 120mila famiglie con i 162 Megawatt di potenza e 450 milioni di kilovattora prodotti. Un progetto mastodontico, che piaceva parecchio a Legambiente nonostante l'impatto decisamente alissimo, ma aveva intascato sin da subito il parere negativo da parte di numerosi enti territoriali molisani e abruzzesi, che avevano promosso il ricorso al Tar. Con la sentenza di qualche giorno fa i giudici di Palazzo Spada hanno definitivamente bocciato il progetto, scatendando la reazione indignata di Legambiente, che giudica «una brutta notizia la decisione del Consiglio di Stato di fermare la realizzazione dell'impianto eolico off shore al largo delle coste di Abruzzo e Molise». E dall'arco degli ambientalisti le frecce da scoccare non sono ancora finite. Legambiente non commenta la sentenza in sé, ma giudica «una scelta miope, quella delle amministrazioni che hanno fatto ricorso contro un progetto di energia pulita a otto chilometri dalla costa», hanno osservato Angelo Di Matteo e Maria Assunta Libertucci, presidenti rispettivamente di Legambiente Abruzzo e di Legambiente Molise». Addirittura i due arrivano a definire « ipocrita chi oggi si fa paladino dell'ambiente, ma continua a dare autorizzazioni per villette e porti turistici che stanno distruggendo le coste abruzzesi e molisane, e che talvolta sono anche finite sotto sequestro». Negli ultimi anni la crisi del turismo lungo la costa adriatica di Molise e abruzzo, secondo Di Matteo e Libertucci, si è aggravata proprio a causa della cementificazione, che ha continuato a distruggere gli ultimi paesaggi liberi del litorale e favorito la loro erosione, a testimonianza della mancanza di strategie paesaggistiche «e di un governo del territorio capaci di procedere in modo integrato verso scenari responsabili e sostenibili. E in due Regioni dove il problema della precarietà di lavoro diventa ogni giorno più drammatico concludono i due presidenti si rinuncia a 2-300 posti occupazionali che la realizzazione dell'impianto eolico off shore e la sua successiva gestione avrebbero reso possibili. Grazie ad esso, infatti, si sarebbe prodotta energia pulita capace di soddisfare i fabbisogni di almeno 120mila famiglie, con vantaggi ambientali e economici che gli Enti locali avrebbero potuto far ricadere sul territorio, nella forma di interventi di qualificazione della costa e di valorizzazione turistica». Il paradosso di questa storia, proseguono, « è che il progetto dell'impianto era stato allontanato dalla costa, come chiedevano gli enti locali, proseguono i due ambientalisti, e i cavidotti erano stati spostati per evitare di arrecare danni alle dune, con attenzioni ambientali che mai si erano viste in Abruzzo e Molise per progetti di trasformazione del territorio. Legambiente - concludono - continuerà la sua battaglia per evitare che al posto dell'impianto eolico vengano proposte trivellazioni che arrecano (queste sì, sul serio), danni all'ambiente, agli ecosistemi e al clima. Per questo motivo, l'associazione è parte attiva nella realizzazione della manifestazione del prossimo 13 aprile a Pescara e sosterrà con forza l'uscita dal petrolio, per e con le rinnovabili». Angela Baglioni
CAMPOBASSO Il Consiglio di Stato ferma le pale eoliche in mare
Il Consiglio di Stato ha fermato la realizzazione dell'impianto eolico off shore al largo della costa molisana e abruzzese. La società Effeventi srl aveva ottenuto l'autorizzazione per la costruzione del parco San Michele, che prevedeva 54 turbine sporgenti per circa 75 metri dal mare. Il progetto era stato promosso da Legambiente, ma gli enti territoriali molisani e abruzzesi avevano promosso il ricorso al Tar. I giudici di Palazzo Spada avevano già bocciato il progetto, e il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza.
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