«Se serve a salvare l'edificio va benissimo, ma prima se ne verifichi la compatibilità». Arriva il plauso (con riserva) di Italia Nostra sulla proposta del Comune di trasferire i nuovi uffici dei giudici di pace nell'ex Caserma Garibaldi di viale delle Rimembranze, da anni in stato di abbandono. Secondo l'associazione infatti, le funzioni giudiziarie potrebbero finalmente rendere possibile il restauro dell'edificio. Questo a patto però che «l'esame analitico della struttura e delle esigenze funzionali degli uffici da parte dei tecnici incaricati ne confermino la compatibilità». Italia Nostra sottolinea poi come quegli spazi un tempo appartenenti al monastero di San Pietro e poi all'Esercito siano in linea teorica appropriati ad ospitare funzioni che è giusto restino in centro storico. La proposta di approfittare della riorganizzazione delle sedi giudiziarie per ridare lustro ad uno degli edifici storici di Modena, è scaturita dopo un colloquio tra il sindaco Pighi, l'assessore Poggi e il direttore generale dell'Agenzia regionale del Demanio Riccardo Uzzo, che si è tenuto mercoledì scorso. Confermata la rinuncia della Prefettura di trasferirvisi, l'Agenzia del Demanio si dice ora disponibile a valutare un progetto di valorizzazione dell'immobile in cui il Comune avrebbe un ruolo importante. E' stata la stessa amministrazione comunale ad avanzare l'ipotesi di presentare una proposta che coinvolga più soggetti, anche privati, e che preveda di destinare una quota dell'edificio agli spazi necessari all'accorpamento nel capoluogo dei giudici di pace che ora svolgono le loro funzioni a Carpi, Sassuolo, Vignola, Pavullo, Mirandola e Finale Emilia. Si tratterebbe della soluzione definitiva che si affianca all'ipotesi, tuttora in campo, di ottenere in locazione per gli uffici giudiziari l'edificio della Banca d'Italia, in corso Canalgrande. Gli uffici dell'assessorato al Patrimonio nei prossimi mesi saranno quindi impegnati ad avviare il percorso per l'elaborazione di un progetto di fattibilità che sarà concordato, oltre che con l'Agenzia del demanio, anche con la Soprintendenza dei beni culturali e paesaggistici della Regione, trattandosi di un edificio storico vincolato. «Un risultato importante - affermano il sindaco Pighi e l'assessore Poggi - perché dopo anni di immobilismo e incertezza, che hanno compromesso l'edificio portandolo a una condizione di degrado che non fa bene a al centro e all'intera città, si inizia a parlare di soluzioni concordate e si avvia un percorso per sbloccare una situazione ferma da ormai troppo tempo». E per i prossimi giorni è fissata una riunione tra i rappresentanti dei settori Patrimonio, Lavori Pubblici, Logistica e Manutenzione del Comune e il presidente del Tribunale Vittorio Zanichelli per discutere di come far fronte alle esigenze di nuovi uffici giudiziari. Era stato lo stesso Zanichelli a lanciare l'allarme spazi: «Non sappiamo dove mettere tutta quella carta - aveva ammesso il presidente Zanichelli riferendosi alla mole di fascicoli che giungeranno nel tribunale del capoluogo -, qui a Modena non c'è posto. Auspico che si possa risolvere questo problema il prima possibile, di concerto con il Comune di Modena». (da.fra.)