Altri 32 mila euro per controlli. Ma la querelle torna a esplodere, e il sindaco se la prende con Pisani Un bene troppo prezioso per correre rischi. La Cappella degli Scrovegni continua ad essere un sorvegliato speciale da parte del Comune. È di ieri il via libera ad un ulteriore strumento di controllo, un sistema di monitoraggio strutturale e dinamico per l'involucro che contiene i capolavori di Giotto. L'operazione è stata affidata alla ditta Irs Ingegneria Ricerca Sistemi Srl di via Vigonovese. Costo del sistema di monitoraggio: 32.367 euro, soldi che il Comune attinge da un fondo di 100 mila euro destinato dalla Giunta comunale proprio alla manutenzione e l'aggiornamento del sistema di controllo della Cappella. Con quest'ultima spesa, infatti, il bilancio degli esborsi sale a circa 87.550 euro sul totale a disposizione. Oltre al monitoraggio strutturale e dinamico approvato pochi giorni fa, i soldi sono stati destinati agli impianti elettrici e idraulici. Nel dettaglio: 34.809 euro per il sistema dei piezometri (cioè dei tubicini che, inseriti nelle condotte o nelle falde, servono misurare la pressione dell'acqua al loro interno), un'operazione affidata alla ditta Vincenzetto Srl; 3.558 euro pagati alla Tecnosystem Snc per gli impianti elettrici; 16.819 euro destinati alla Easy One Srl per altre manutenzioni al sistema di monitoraggio. Un'attenzione costante che non risparmia però il capolavoro di Giotto dallo tsunami mediatico. «Due giganti contro Giotto» è il titolo di un articolo di Enrico Arosio uscito ieri sull'Espresso. Due pagine che portano alla ribalta nazionale i progetti che insistono sull'area intorno alla Cappella, dalla torre di 108 metri del Pp1 all'auditorium di Kada. Con particolare attenzione non solo agli aspetti idrogeologici ma anche a quelli politici della vicenda. Oltre agli studiosi promotori della campagna SaveGiotto (tra tutti Chiara Frugoni e Salvatore Settis), nell'articolo è citato anche il consigliere comunale Pd Giuliano Pisani, che non nasconde le sue perplessità sulla localizzazione dell'auditorium. «Per Padova e per la mia amministrazione la tutela della Cappella ha priorità assoluta» ha replicato il sindaco Flavio Zanonato con una nota al direttore in cui fa notare che Pisani, al tempo della vendita dell'area, era assessore della giunta Destro, «qualcuno sta provando a strumentalizzare questa vicenda per farsi un po' di pubblicità». Se ne tornerà a parlare anche in consiglio comunale, o meglio in una maxi seduta congiunta di tre commissioni consiliari (tra queste anche la commissione Cultura presieduta da Pisani). L'appuntamento è per il 9 aprile alle 16 in sala del Consiglio. E per l'occasione la nuova "puntata" dell'affaire Giotto verrà registrata.