Loggia dei Mercanti, la Soprintendenza blocca il progetto dell'Anpi «In supremo anelito di libertà, hanno donato la vita; Milano ne consacra i nomi gloriosi alla storia ? 19431945». In fondo allo sbiadito elenco dei partigiani, dei prigionieri politici e dei deportati, eroi, vittime e coscienza democratica della città, si distinguono bene solo le firme in vernice rossa dei graffitari Weis, Momo e Toto, intrusi nel sacrario dei caduti. La Loggia dei Mercanti è un monumento disastrato. Opache le diciannove lastre di bronzo alle colonne; scrostate le volte della copertura; chiazze di urina a terra; paesaggio cupo; incuria. «Questa condizione di degrado offende la memoria della città Medaglia d'Oro della Resistenza», è la denuncia dell'Anpi. Il progetto di restauro elaborato dall'associazione partigiani è incardinato su questa riflessione: «Bisogna valorizzare la Loggia e ricavare uno spazio protetto per la memoria di Milano». Ci ha lavorato l'architetto Cini Boeri, 88 anni, allieva di Gio Ponti e designer internazionale. Lo schema d'intervento è stato presentato nei giorni scorsi alla Soprintendenza per i Beni culturali: oltre al recupero delle lapidi e a una nuova illuminazione, si vorrebbe delimitare il porticato di Palazzo della Ragione con un gabbia di vetrate mobili di cristallo (che riportano alcune frasi di Piero Calamandrei), posare panche di pietra per i visitatori e installare un proiettore «per filmati di carattere storico». In sostanza: nascerebbe un centro culturale per la Resistenza. Il soprintendente Alberto Artioli ha valutato l'ipotesi di restyling e l'ha respinta ai mittenti: «Il ricordo dei caduti è vivo, lo spazio pubblico non va trasformato in mausoleo». Parere negativo.Per rintracciare l'ultima polemica bisogna tornare al febbraio del 2011, quando l'ex giunta di Letizia Moratti annunciò l'intenzione di costruire nella Loggia dei Mercanti un moderno City center turistico per la città dell'Expo. Protestò duramente l'Anpi: «È un oltraggio!». L'appello in difesa del sacrario venne sottoscritto da decine di intellettuali milanesi, Carlo Bertelli e Rosellina Archinto, Eva Cantarella, Corrado Stajano e proprio l'architetto Cini Boeri. Due anni e una giunta dopo, il destino di questo luogo torna rumorosamente al centro del dibattito. I partigiani milanesi chiedono di poter realizzare uno «spazio per iniziative di carattere storico sulla Resistenza e le deportazioni», un punto d'incontro e scambio più che un museo, un centro culturale aperto alle scuole e alle famiglie prima ancora che un polo espositivo. Sull'insieme delle proposte c'è l'assenso di massima del sindaco Giuliano Pisapia, «che si è dimostrato sensibile all'iniziativa». Ma la bocciatura arrivata dalla Soprintendenza obbliga l'Anpi a ridiscutere l'impianto del piano di riqualificazione.Semaforo rosso. Il parere negativo dei Beni culturali è fondato su più fattori critici: «I cristalli modificano la struttura e l'accessibilità du uno dei monumenti più importanti e antichi di Milano; la chiusura delle arcate con le vetrate impedirebbe la fruizione dello spazio pubblico; infine va preso in considerazione il rischio di danneggiamenti e vandalismi». Il soprintendente Artioli non è uomo che si sottrae al confronto e si dichiara disponibile ad aprire una seconda fase di riflessione. Ma due punti fermi restano. Il primo: «La vita attorno al monumento non va considerata un'offesa, ma un valore». E l'altro: «Bisogna evitare la museificazione del porticato». L'Anpi ha risposto alle osservazioni della Soprintendenza con una replica piccata. Il senso: pensate a difendere il decoro, anziché a frustrare il nostro impegno.Gloria medievale e laboratorio di ragione illuminista, il Broletto di piazza dei Mercanti venne costruito nel 1223 come ufficio per la giustizia civile e penale. Da anni, troppi anni, la Loggia dei Mercanti su cui è alzato il Palazzo della Ragione è ridotta a pisciatoio, piazza di spaccio e dormitorio. Chiarisce l'Anpi: «Non pensiamo che i luoghi della storia debbano essere tenuti sotto una campana di vetro e nemmeno che la sacralità di tali luoghi sia una sospensione della vita di tutti i giorni. Vogliamo fare proprio il contrario: occorre avviare iniziative che valorizzino il significato della Loggia, in forme adeguate, anche per favorire la conoscenza degli eventi da parte delle generazioni più giovani».Solo una parte del progetto partirà come «segnale» in vista delle celebrazioni del 25 Aprile: la pulitura delle lapidi e l'attivazione di un impianto d'illuminazione adeguato. Il Comune ha chiarito che soldi pubblici per finanziare i lavori non ce ne sono e così l'Anpi sta ragionando sull'opportunità di aprire una sottoscrizione popolare sostenuta da un appello alle forze democratiche della città.