BOLZANO Assessori divisi sull'impasse circa la candidatura del Nordest a capitale della cultura. Per la bolzanina Trincanato (nella foto) «occorre insistere». Per la collega in Provincia, Kasslatter: se Venezia lascia, crolla tutto. BOLZANO In attesa dell'incontro previsto nelle prime settimane di aprile, il caso della candidatura di Venezia e del Nordest a capitale della cultura per il 2019 rimane ancora da chiarire. In questi giorni si è parlato di un problema burocratico legato ad una norma presente nel bando che avrebbe potuto invalidare la candidatura di un territorio anziché di una città, ma da più parti si è ormai fatto capire che il vero problema è legato a dubbi di natura politica che hanno creato un clima teso all'interno dei gruppi che stanno organizzando l'evento. In molti ora cercano di calmare le acque, ma solo dopo l'incontro previsto nelle prossime settimane si saprà con certezza quale sarà il futuro del progetto intrapreso anche dalla nostra provincia. In Alto Adige la parola d'ordine è «non demordere». Si è infatti già fatto molto in previsione del 2019, e in cantiere ci sono molte iniziative pronte a partire, per le quali, fra le altre cose, sono già stati spesi soldi pubblici. «Si è trattato fin da subito di una candidatura particolare e complessa spiega l'assessore bolzanino alla cultura, Patrizia Trincanato ma allo stesso tempo stimolante e ambiziosa. Credo che la nostra Provincia abbia fatto molto bene ad aderire a questo progetto. La cultura crea aperture e reti sociali. Ora bisognerà solo vedere cosa salterà fuori dal prossimo incontro con gli altri partner». Per Trincanato però una cosa deve essere assolutamente scongiurata: «Comunque vada sottolinea l'assessore noi non dobbiamo mollare. Si tratta di un'opportunità importantissima che non possiamo e non dobbiamo lasciarci sfuggire». D'altra parte però bisognerà capire le reali intenzioni della città capofila della candidatura, Venezia: «Siamo partiti con un progetto dice Trincanato cambiarlo adesso vorrebbe dire lavorare in tempi strettissimi ad una nuova soluzione». Soluzione che potrebbe anche significare correre da soli? «Ma perché no? afferma l'assessora alla cultura sarebbe per noi una sfida bellissima anche se difficile». Di altro avviso invece l'assessore provinciale Sabina Kasslatter Mur, secondo la quale presentare una candidatura solo per Bolzano non sarebbe la soluzione migliore. «Se Venezia si ritira dichiara Kasslatter Mur l'intera impalcatura crolla e la cosa è persa. D'altra parte invece, se rimane in corsa, credo che ci siano ottime possibilità per farcela. Andare da soli non la vedrei come una possibilità. Dobbiamo rimanere uniti prosegue l'assessore provinciale alla cultura in lingua tedesca sperando che si chiariscano il prima possibile le intenzioni dei nostri partner». Anche nella peggiore delle ipotesi comunque, Kasslatter Mur non vedrebbe un danno ingente per la nostra provincia: «I soldi che abbiamo già speso non sarebbero una perdita spiega sono serviti per attivare un processo socio-culturale che rappresenta un investimento nel futuro della nostra terra».
Norde Est Capitale europea. Assessori divisi
In attesa dell'incontro previsto in aprile, il caso della candidatura di Venezia e del Nordest a capitale della cultura per il 2019 rimane ancora da chiarire. Il problema è legato a dubbi politici che hanno creato un clima teso all'interno dei gruppi organizzatori. In Alto Adige, la parola d'ordine è "non demordere" e si è fatto molto per il 2019. Le iniziative pronte a partire sono state spese soldi pubblici. L'assessore bolzanina alla cultura, Patrizia Trincanato, insiste sull'importanza di non mollare, ma deve capire le reali intenzioni di Venezia.
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