La proposta di una società immobiliare: edificio di quattro piani e box interrati Per ora i costruttori si limitano a sondare il terreno con uno «scavo archeologico», ma in questa storia bisogna andare a fondo e capire cosa c'è dietro. Intanto, le coordinate urbanistiche e storiche: corso di Porta Ticinese 32, civico fantasma nel paesaggio-cartolina di San Lorenzo, refuso della geografia riscritta negli anni Trenta e non luogo che può trasformarsi in affare. Questo: quattro piani di appartamenti appoggiati su un parcheggio interrato, residenze di lusso con vista sulle Colonne romane e sulla basilica del martire. Il progetto era dormiente da anni, già censurato dal Comune e respinto dalla Soprintendenza, non ha mai superato l'esame amministrativo né la valutazione d'impatto storico-ambientale. Ora potrebbe riemergere e venire riproposto dalla San Lorenzo Immobiliare, la società proprietaria dell'area, srl con sede in via Colonna e soci dal Piemonte all'Emilia, imprese edili e cooperative. Il segnale che l'operazione s'è rimessa in moto è la gabbia di ferro montata nell'ultima settimana e consegnata ai poster pubblicitari. Sono stati segati gli ailanti che infastidivano il cantiere. Adesso partiranno le indagini nel sottosuolo. I residenti nel quartiere lanciano la mobilitazione: «No al cemento». Il pannello agganciato al ponteggio indica i tempi e precisa la cornice dei lavori preliminari: lo scavo è stato autorizzato dal Comune il 12 marzo del 2010, durante l'ultima fase dell'ex amministrazione Moratti; da allora, per tre anni, niente s'è mosso; i lavori sono iniziati appena dieci giorni fa dall'abbattimento degli alberi e dall'allestimento delle due pareti per i manifesti pubblicitari. E siamo all'oggi. La Soprintendenza ai Beni archeologici concordato lo schema d'intervento con la società immobiliare e presidierà l'attività di esame scientifico dell'area. Lo «scavo archeologico», nel caso di Porta Ticinese 32, non è un capriccio ma un obbligo di legge. Il centro di Milano è protetto da uno stringente vincolo paesaggistico (che impedisce nuove edificazioni nei punti più delicati e sensibili) e il quartiere che gravita sulla basilica di San Lorenzo è inserito in «fascia A», la zona di massimo interesse storico. Nella mappa del rischio archeologico, il cantiere alle Colonne è così localizzato: tra il limite dell'antica città romana, che si fermava al Carrobbio, e il confine della Mediolanum medievale, la linea di via De Amicis e Molino delle Armi. In sintesi: i progetti immobiliari non possono calpestare la storia. Conseguenza: l'ipotesi del palazzo davanti alle Colonne è subordinata al ritrovamento (o meno) di reperti e testimonianze sepolte da secoli. Se il terreno dovesse restituire strutture di grande valore, Comune e Soprintendenza potrebbero negare i permessi per costruire. Ma questo si vedrà più avanti, se e quando la San Lorenzo Immobiliare presenterà la richiesta. Questo pezzo di Milano è anonimo da quasi ottant'anni. Il nulla recintato da una staccionata pericolante. Uno spazio cavo. Vuoto. L'intero isolato attorno alla basilica venne rivoluzionato a partire dalla metà degli anni Trenta: distrutta la barriera di case fatiscenti incastrate tra la chiesa e le Colonne, raso al suolo il lato opposto. Prima delle demolizioni il profilo degli edifici era continuo, la cortina muraria chiudeva la strada e baciava la Porta: «Ma il processo di "pulitura" e ricostruzione è rimasto incompiuto spiega il soprintendente Alberto Artioli . Alcuni "buchi" nella trama urbanistica non sono stati più affrontati, la lettura del paesaggio è disordinata». L'antica via dei Fabbri è stata malauguratamente chiusa negli anni Cinquanta-Sessanta. I progetti su corso di Porta Ticinese 32, invece, sono stati ogni volta abbozzati e accantonati: «In linea di principio prosegue Artioli un edificio "rispettoso", che si allinei agli altri palazzi e ne rispetti le forme classiche, potrebbe ricucire il tessuto e sanare una ferita storica». Il Comune attende i passi ufficiali del costruttore. La Soprintendenza è sul pezzo: vigilerà e misurerà l'impatto delle lavorazioni sulla stabilità delle Colonne. Ma gli abitanti del quartiere sono in allarme. Ieri l'altro hanno chiesto spiegazioni agli uffici dell'Archeologica, mercoledì si riuniranno in via dei Fabbri 12 e a giorni ricostituiranno il comitato civico in difesa di San Lorenzo: «Evitiamo rischi al cuore della città».
Milano. Un palazzo minaccia le Colonne di San Lorenzo
Riassunto in 200 parole:
La San Lorenzo Immobiliare, società proprietaria dell'area, ha iniziato gli scavi archeologici per un progetto di edificio di quattro piani e box interrati su corso di Porta Ticinese 32, in un'area protetta dal vincolo paesaggistico e dal fascia A del quartiere di San Lorenzo. Il progetto è stato censurato dal Comune e respinto dalla Soprintendenza, ma la società potrebbe riproporlo. Lo scavo archeologico è stato autorizzato dal Comune nel 2010 e i lavori sono iniziati solo dieci giorni fa. La Soprintendenza ai Beni archeologici concorda lo schema d'intervento con la società immobiliare e presiederà l'attività di esame scientifico dell'area.
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