Trieste alla guerra delle biblioteche? C'è chi la chiama piuttosto guerra dei poveri, mentre per altri è tutta ideologica. Fatto sta che la sezione storica della Biblioteca slovena (nello stabile del teatro di via Petronio) è stata chiusa a tempo indeterminato, dopo il taglio drastico dei finanziamenti statali, l'anno scorso diminuiti del venti per cento. Episodio certamente doloroso è la prima volta che accade in cinquant'anni tanto che un gruppo di studiosi ha interpretato l'accaduto anche politicamente, come una «precisa volontà di distruggere la sezione Storia anche per assecondare le pretese degli ambienti del più retrivo nazionalismo italiano, in primis le organizzazioni che pretendono di rappresentare i profughi dall'Istria». La lettera-appello è firmata, tra gli altri, da storici come Susanna Angeleri, Giuseppe Aragno, Angelo D'Orsi, e non risparmia neppure il consiglio d'amministrazione della biblioteca, il cui operato nasconderebbe appunto il disegno di favorire i nazionalisti italiani, i quali in città riceverebbero per le loro iniziative «denari a palate». Pronta la replica dell'ente interessato: «Non si vuole pensare alla malafede ed alla volontà di innescare in modo artificioso polemiche ideologiche, laddove ci sono motivazioni di natura tecnica e finanziaria, ma probabilmente ci sarà qualcuno che disinformando ritiene di poter risolvere i problemi». Ma di polemica ideologica evidentemente si tratta, dal momento che, nella lettera-appello, i firmatari criticano il Museo della civiltà istriana, fiumana e dalmata, che presenterebbe «innumerevoli falsi storici», ed il Centro studi Panzarasa, definito «agiografico della Decima Mas». In attesa della replica, ora si parla comunque di correre ai ripari: la sede della Biblioteca slovena potrebbe essere spostata negli spazi del «Narodni dom» di via Filzi e del «Narodni dom» di San Giovanni.
Storia slovena e museo istriano. A Trieste scoppia la polemica
La sezione storica della Biblioteca slovena di Trieste è stata chiusa a tempo indeterminato a causa di un taglio dei finanziamenti statali del venti per cento. La chiusura è stata interpretata come una politica di distruzione della sezione Storia, anche per favorire il nazionalismo italiano. Un gruppo di studiosi ha firmato una lettera-appello critica, accusando il consiglio d'amministrazione della biblioteca di favorire i nazionalisti italiani. La biblioteca ha risposto che la chiusura è motivata da motivazioni tecniche e finanziarie, ma non si vuole pensare a polemiche ideologiche. La sede della biblioteca potrebbe essere spostata negli spazi del Narodni dom di via Filzi e del Narodni dom di San Giovanni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo