De Cesaris: salverò il verde all'ippodromo. Snai va al Tar DA UNA parte c'è la difesa dell'ippodromo, un polmone verde che il Comune ha blindato con il Pgt. Dall'altra un rilancio e l'idea di un progetto che non solo consenta di salvare l'ippica, sempre più in sofferenza, ma anche di far vivere quegli spazi puntando su sport e attività ricreative. Una sorta di cittadella dello sport immaginata da Palazzo Marino che, dal parco di Trenno all'ippodromo, passando per lo stadio e arrivando fino al Vigorelli, colleghi con piste ciclabili, percorsi pedonali e per i runner quel quartiere così ricco di impianti. Ed è proprio San Siro un altro pezzo del puzzle da comporre. Perché, sognando la finale Champions del 2016, amministrazione, Milan e Inter hanno ricominciato a discutere del disegno del "quarto anello". In versione-mini, però, sull'area ex Palasport. A sferrare l'attacco è stata la Snai, proprietaria dell'ippodromo. In passato, correva l'anno 2004, venne impugnato il decreto con cui la direzione regionale per i Beni culturali aveva vincolato sia l'ippodromo del galoppo sia la pista di Trenno. Con il Pgt, però, il Comune ha sbarrato la porta a qualsiasi intervento speculativo anche sulla pista Maura e su altre aree vicine. È a questo passaggio che i proprietari si sono aggrappati per unire i due ricorsi davanti al Tar. «Ci difenderemo per garantire la tutela di questo spazio così importante per la città», dice l'assessore all'Urbanistica Ada Lucia De Cesaris. Che aggiunge: «Spero che i proprietari vogliano lavorare con noi, gli operatori dell'ippica, i sindacati e la città, a un grande progetto che tuteli queste aree di enorme valore in un'ottica di valorizzazione e utilizzo collettivo ». Dopo la chiusura del trotto, l'attività legata ai cavalli è in affanno. Posti di lavoro a rischio e non solo. È a un rilancio, legato allo sport a cominciare dall'ippica e al verde, che pensa Palazzo Marino. Un percorso ancora tutto da studiare sull'ippodromo. «Si tratterà di costruire un progetto unitario che metta insieme tutte le istanze dice De Cesaris . Un circuito per collegare le aree verdi e dedicate allo sport in zona». Che, per essere sostenuto, dovrebbe prevedere anche attività commerciali e per il tempo libero. Nessuna speculazione, però. L'assessore allo Sport Chiara Bisconti guarda quel triangolone di città che parte dai parchi (Trenno, Cave, Bosco in città) e comprende strutture come Lido, XXV Aprile, ippodromo, stadio: il «quartiere dello sport». Da "ricucire" con passerelle pedonali, percorsi per bici e runner. Un disegno in vista di Expo, ma anche della finale di Champions (a San Siro saranno necessari lavori di adeguamento; entro l'anno, invece, partirà la manutenzione per una nuova copertura) che Milano vorrebbe conquistare nel 2016. Con questo traguardo è stato riaperto anche il progetto del quarto anello: «Gli incontri con Milan e Inter sono partiti», dice Bisconti. Sul tavolo c'è l'area dell'ex Palazzetto, uno spazio pubblico su cui il Comune ha l'ultima parola. «Milan e Inter pensano a verde, attività ricreative, campi per i bambini», spiega l'assessore. Da sempre, le squadre guardano anche alla vicina zona del trotto, per "allargarsi". Ma dovrebbero fare i conti con i vincoli di Palazzo Marino.