La scheda È UNA grande opportunità per i musei pugliesi: 25 milioni di euro di fondi Fesr per la loro valorizzazione, in modo che possano adeguarsi agli standard di sicurezza, diventare fruibili, innovativi e attrattivi. Il bando promosso tempo fa dalla Regione Puglia comincia a dare i suoi frutti: delle 146 istanze presentate, cento sono state ritenute ammissibili e possono così accedere ai fondi europei. L'illustrazione della graduatoria provvisoria è stata fatta ieri dall'assessore ai Beni culturali Angela Barbanente, neo vicepresidente della Regione: «Sono progetti tutti mediamente di buona qualità e i finanziamenti comunque potranno essere integrati con i progetti europei Poin e statali Fas, che ancora stiamo aspettando». Si tratta in realtà di tre graduatorie, a seconda che i musei siano in corso di attivazione ai destinatari 10 milioni di euro, massimo 800mila per proposta in stato di funzionamento 7,5 milioni, massimo 500mila per proposta oppure in stato di funzionamento avanzato 7,5 milioni, massimo 300mila per proposta. La maggior parte delle 99 richieste arrivate, 63, rientra nel primo gruppo e ha come primo classificato il Comune di Cerignola con il museo di Torre Alemanna, seguito da Lecce con il suo Must. C'è anche il Pino Pascali di Polignano a Mare, e soprattutto Santa Scolastica di Bari: «Voglio tranquillizzare la Provincia di Bari ha detto Barbanente il museo di Santa Scolastica allo stato è tra quelli finanziati anche se presenta criticità riguardo il piano di gestione. Dunque sono errate le voci trasmesse anche dai vertici dell'ente secondo le quali il museo di Bari sarebbe stato escluso dai fondi ». Vista la provvisorietà delle graduatorie, i destinatari potranno osservarle e rivederle. Per quanto riguarda le realtà già funzionanti se ne contano 35, una sola quella in stato avanzato ritenuta valida, il Museo del territorio di Alberobello. Di tutte le proposte, 40 sono state presentate da enti locali e 60 da enti ecclesiali, tutti si sono impegnati in una gestione almeno decennale della struttura. Né il Comune di Bari per il museo civico, né la diocesi per il museo nicolaiano che compaiono come candidati sono poi risultati idonei.