Marinella: "Da maggio l'isolotto non chiuderà più" SI PRENOTANO anche dall'Olanda e dalla Francia. Più di trecento persone sono già in lista d'attesa per calcare per primi i sentieri di Vivara, l'isolotto a largo di Procida riaperto da oggi al pubblico, a undici anni dalla sua chiusura. Programmate tre visite guidate gratuite al giorno, per gruppi di massimo 40 persone, fino al lunedì di Pasquetta (prenotazioni allo 081 810 9259). «Finalmente », commenta Maurizio Marinella, presidente della Comitato di gestione che vigila sul vincolo ambientale del territorio: «Aspettavamo da troppo questo momento». Ma la clausura di Vivara non è ancora terminata: già da martedì infatti tornerà chiusa a data da destinarsi. Marinella, parliamo allora di riapertura a metà? «Al momento sì. Ma entro maggio posso confermare che l'area riaprirà definitivamente, almeno tre volte a settimana. Naturalmente ogni visita andrà regolamentata: Vivara è una riserva di Stato e come tale va trattata. Abbiamo reso operativo il suo sentiero centrale e raffinato il sistema antincendio con il Corpo forestale. Ma c'è ancora molto da fare. Si devono mettere in sicurezza i suoi unici due immobili: la "casa del Caporale" e la casina di caccia borbonica. Sono entrambi vincolati dalla Soprintendenza e i lavori di ripristino spettano all'ente proprietario dell'area. Non dimentichiamo che Vivara è proprietà della fondazione benefica "Albano Francescano"». Come regolarizzerete le prossime visite guidate? «Stiamo ponderando l'idea di istituire un biglietto d'ingresso, una procedura non diversa da quella attuata nella riserva degli Astroni, anch'essa di Stato. Pagando una cifra simbolica, gli introiti saranno stornati per la manutenzione del sito e la ristrutturazione delle costruzioni». Al momento cosa è possibile visitare? «Tutto il sentiero dell'isola, da un capo all'altro, fino a una splendida terrazza naturale sul golfo di Napoli, circondata da ulivi e narcisi». In undici anni questa è la prima apertura ufficiale al pubblico. Perché tutto questo tempo? «Principalmente per problemi burocratici. Su Vivara, estesa per appena mezzo chilometro quadrato insistono ben tre enti per la sua gestione: la fondazione Francescano, il Comune di Procida e il comitato che presiedo dal 2006. Per anni, problemi di amministrazione, cause e ricorsi sulla proprietà ne hanno rallentato la procedura di riapertura. Un plauso va dato al sindaco Vincenzo Capezzuto, che ha accelerato le procedure burocratiche. Oggi finalmente c'è un accordo tra le parti» Cioè? «Il Comune garantisce il passaggio sul ponte che collega l'isola a Procida. E' un camminamento di tubi lungo 140 metri, i cui lavori di ripristino e resa a norma per il passaggio umano, a cura della Regione, sono terminati pochi mesi fa. La fondazione Francescano autorizza le visite e noi della comitato di gestione vigiliamo sulla sua sicurezza e tutela ». Si parla di un "piano di Gestione turistica" di Vivara mai redatto «Non è vero: il piano è pronto. L'abbiamo presentato tre mesi fa al ministero dell'Ambiente. Non è stato ancora approvato, ma l'autorizzazione in questo caso non è vincolante. Possiamo aprire Vivara e garantirne la sicurezza sotto nostra responsabilità ».
Riapre Vivara, ma solo per 3 giorni olandesi e francesi i primi visitatori
Vivara, l'isolotto a largo di Procida, è stato riaperto al pubblico dopo undici anni di chiusura. La fondazione Francescano, il Comune di Procida e il comitato di gestione hanno raggiunto un accordo per la gestione del sito. Le visite guidate sono programmate tre volte a settimana, con un massimo di 40 persone per gruppo. Il sentiero centrale è stato reso operativo e il sistema antincendio è stato raffinato. Tuttavia, la clausura di Vivara non è ancora terminata e l'area tornerà chiusa a data da destinarsi. Il comitato di gestione sta lavorando per mettere in sicurezza i due immobili vincolati dalla Soprintendenza.
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