Si fa strada l'ipotesi di correre da soli. Tommasini: presto avremo un chiarimento BOLZANO Un impasse da risolvere, non la fine definitiva del progetto. Lo stallo della candidatura del Nordest italiano a capitale europea della cultura nel 2019 è destinato a essere temporaneo, almeno stando alla versione fornita da uno dei rappresentanti del Trentino Alto Adige in uno dei comitati dell'organo promotore. Il problema spiega l'interlocutore che preferisce rimanere anonimo non sta nel bando. In altre parole, non è vero che il regolamento che disciplina l'assegnazione della capitale europea della cultura ammette solo proposte di singole città. «C'è stata una perplessità legata al bando, ma è stata risolta», afferma l'addetto ai lavori. Il documento di gara predisposto dallo Stato italiano, a cui assieme alla Bulgaria è stata assegnata la capitale europea della cultura 2019, non contiene divieti per le proposte territoriali che dal 2020 saranno la norma per questo tipo di manifestazione. Dunque, il problema è di natura più «politica» e sarebbe legato alle incomprensioni tra il direttore del comitato promotore, Maurizio Cecconi, espressione della città lagunare, e i rappresentanti degli altri territori, Friuli Venezia Giulia, Trentino e Alto Adige. «Siamo in attesa dei chiarimenti chiesti a Venezia. Dopo Pasqua ci dovrebbe essere più chiarezza sulla questione», aggiunge la fonte. La critica rivolta alla leadership del comitato promotore è il non aver creato la sufficiente coesione nella numerosa compagine di interlocutori. A complicare la situazione si è aggiunto il timore che Venezia possa abbandonare i compagni di viaggio e ottenere da sola la candidatura. «Non credo però che sia un rischio reale precisa il rappresentante del Trentino Alto Adige è solo un'impasse da risolvere». Incombe già una scadenza, la presentazione del libro di candidatura entro fine ottobre, che poi verrà valutato da un'apposita commissione e permetterà al Nordest di essere inserito nella short list con le altre due-tre candidature italiane in vista dell'assegnazione definitiva nei successivi sei mesi. Si limita a una dichiarazione stringata invece Innocenzo Cipolletta, presidente dell'università di Trento, a capo del comitato scientifico della candidatura del Nordest: «Attendo la decisione del comitato promotore». L'incontro è atteso dopo Pasqua. Nel frattempo, a sostegno della proposta territoriale si muove la società Nordesteuropa Editore con la petizione «Venezia Nordest capitale europea della cultura 2019. Basta polemiche, lavoriamo insieme per costruirla». Per aderire basta inviare una mail all'indirizzo infonordesteuropa.it con nome, cognome, istituzione o società di riferimento. Cerca di buttare acqua sul fuoco l'assessore provinciale Christian Tommasini, secondo il quale non ci saranno problemi in relazione al bando: «Sono poche le novità di questi giorni spiega l'assessore altoatesino alla cultura ma secondo noi non ci saranno problemi. Dobbiamo però aspettare che sia passata la Pasqua perché poi ci incontreremo con gli altri partner del progetto e decideremo insieme cosa fare». Secondo Tommasini, poi, il bando di partecipazione non escluderebbe la candidatura di una zona territoriale più ampia di una città: «Dalla lettura che diamo del bando dichiara non vediamo ostacoli alla nostra idea. È vero che si parla di città, ma non esistono preclusioni verso regioni o macroregioni, tanto che mi sembra sia addirittura esplicitamente permesso». Nonostante si parli anche di un possibile passo indietro da parte della città di Venezia, Tommasini ha le idee molto chiare. «Nessuno ha ripensamenti afferma tantomeno la Provincia di Bolzano. Siamo intenzionati ad andare avanti e fino in fondo a questo importante progetto. Crediamo nella cultura come rete di sviluppo e crescita sociale, non possiamo e non dobbiamo arrenderci». Ma nel caso la candidatura fosse dichiarata illegittima, potremmo pensare di presentarci da soli? «Dobbiamo essere pronti ad ogni evenienza sottolinea Tommasini vediamo prima cosa vogliono fare i nostri partner, poi decideremo. L'unica certezza che abbiamo è quella che non ci fermeremo».