VENEZIA Una Venezia capitale della Cultura che col suo nome porta tre intere regioni del Nordest alla candidatura ha solo una marcia in più. E se il bando ministeriale restringe il territorio non è un buon motivo per fermare il treno in corsa. Lo dicono le centinaia di adesioni all'appello che Nordesteuropa con suo editore Filiberto Zovico ha lanciato per sostenere la candidatura «raffreddata» di colpo dalle indicazioni europee. Tanto che il sindaco Giorgio Orsoni ha invitato Regione Veneto, Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, la Provincia di Venezia, la Provincia Autonoma di Trento e la Provincia Autonoma di Bolzano Alto Adige «a ricalibrare la candidatura perché o si va avanti o ci si ferma». Come dire: o qualche territorio rinuncia e il progetto va avanti o si va verso la bocciatura. Ma un'altra opzione è possibile dice l'appello: soprassedere alle polemiche e sostenere «lo sforzo comune che tutte le istituzioni del Nordest». La strada indicata a dicembre da Innocenzo Cipolletta su indicazione del Ministero, anche se oggi il presidente del Comitato non prende posizione: «Non ho un'opinione, aspetto la decisione dei soci fondatori», dice. Venezia è al bivio, a indirizzarla ci provano le adesioni appello, tantissime tra le quali l'Anci di Friuli Venezia Giulia presieduto da Alessandro Pezzetta, dal Pd il parlamentare Giorgio Santini, il capogruppo in Regione Veneto Lucio Tiozzo; il rettore dell'Università di Udine Cristiana Compagno, dallo Iuav Luisa Frisa, da Padova Paolo Gubitta da Verona Enrico Gusella; il presidente della Camera di Commercio di Padova Roberto Furlan, il segretario di Confartigianato Venezia Gianni De Checchi, il presidente di Confindustria Trento Paolo Mazzalai; in prima linea gli eventi il Far East Film Festival (Udine), Comodamente (Vittorio Veneto), il Festival Biblico di Vicenza e il finalista del Premio Campiello Giovanni Montanaro. «Arriveremo in pochi giorni al migliaio di adesioni dice Zovico e cercheremo di far percepire alle istituzioni quanto sia forte la partecipazione civile».