Due escluse, senza requisiti. Soragni: cantieri entro l'inizio del 2014 VENEZIA Il bando era europeo, ma le dieci imprese che hanno partecipato alla gara per il restauro conclusivo delle Gallerie dell'Accademia, sono tutte italiane. Anzi per la maggior parte venete. Dieci sono le buste arrivate alla Direzione regionale veneta del ministero dei Beni culturali, ma solo otto le imprese ammesse all'esame della commissione giudicatrice in quanto in regola con tutti i requisiti. Grandi numeri perchè in ballo ci sono lavori per sette milioni di euro in un momento critico del settore e il restauro di un museo che è un pilastro della storia dell'arte italiana. Le otto aziende ammesse sono la Edilfrair de L'Aquila, che nel suo curriculum ha numerosi interventi post terremoto ma anche i restauri di palazzo Borromeo Arrese e Palazzo Citterio a Milano; il Coveco, Consorzio veneto cooperative di Marghera, che nel campo dei restauri si è occupato tra l'altro del convento delle Canonichesse lateranensi di Torino; il Ccc, Consorzio cooperativo costruzioni di Bologna che ha partecipato ai restauri della Reggia di Venaria, degli Uffici a Firenze, oltre che della Fenice e della Scala; la Italiana costruzioni di Roma, che nel suo curriculum ha i restauri della Basilica di Sant'Antonio a Padova e Castel sforzesco di Milano; l'impresa Setten Genesio di Oderzo, che ha realizzato tra gli altri i lavori del collegio Marconi a Portogruaro e del Sant'Artemio, nuova sede della Provincia di Treviso; la Sacaim, che ha legato il suo nome in modo particolare ai restauri d'arte con la ricostruzione della Fenice, i lavori a palazzo Balbi, al Fortuny, a Ca' Pesaro e che si è occupata della prima parte del restauro delle Gallerie dell'Accademia. Le ultime due imprese in gara sono la Vettore costruzioni restauri di Venezia, che ha lavorato a palazzo Ducale e alle Gallerie dell'Accademia e la Tonon di Colle Umberto che ha appena concluso i restauri dell'hotel Gritti. Sono state escluse perchè la documentazione non era completa da Cogetri di Cedrasco e la Coseam di Modena. Per arrivare all'aggiudicazione dei lavori serviranno alcuni mesi. La valutazione è complessa perchè le offerte comprendono il progetto definitivo che sviluppa il preliminare realizzato da un pool di esperti scelti dalla direzione regionale dei beni culturali tra i quali c'era David Chipperfield, direttore dell'ultima Biennale Architettura e il professor Giovanni Carbonara storico e teorico del restauro. «Il nostro obiettivo ha detto alla pubblicazione del bando il direttore regionale Ugo Soragni è arrivare all'aggiudicazione per la fine dell'estate, per poter far partire i cantieri tra la fine del 2013 e l'inizio del 2014». I lavori di riassetto funzionale coinvolgono una parte del piano terra e tutto il primo piano, quello degli allestimenti «firmati» da Carlo Scarpa tra il 1945 e il 1960, divenuti con il tempo parte della forza attrattiva del museo. Durante il cantiere le Gallerie non saranno mai chiuse. E' stato così anche per il grande restauro e l'ampliamento dell'ala della Carità, firmato da Tobia Scarpa, partito nel 2003 sotto la direzione della Sovrintendenza ai Beni architettonici e ambientali di Renata Codello. I lavori, per i quali sono già stati spesi 22 dei quasi 25 milioni di euro stanziati dal ministero, sono fermi perchè mancano gli ultimi pagamenti. Obiettivo del restauro pronto a partire sarà anche collegare le due parti.