NAPOLI Nella sua visita a Città della Scienza, il presidente del Senato Pietro Grasso ha scelto parole pienamente in linea con lo spirito pasquale del periodo: «Sono qui ha detto in un atto di solidarietà per quello che è successo, un atto di vicinanza ai lavoratori rimasti senza lavoro. Per commemorare quello che è morto ma che deve rinascere. Non si può sottostare al ricatto di chi voleva distruggere questo sito che ha una valenza eccezionale sotto il profilo del paese, dell'Italia, della formazione dei nostri ragazzi, della scienza, della tecnica. Dev'essere ricostruito qui, in questa sede. Intanto perché è molto più facile ricostruire qui e molto più rapido. E poi so che ci sono già iniziative per convogliare dei fondi su Città della Scienza, seppure in un momento economico difficile». Prima di lasciare Coroglio, il nuovo presidente di Palazzo Madama, che ha scelto Napoli per la sua prima trasferta da quando gli è stata assegnata l'alta carica, ha poi fatto una promessa: «So che in questo mese è prevista una cerimonia di riapertura con gli allievi delle scuole: io tornerò per essere presente, per fare un giro insieme ai ragazzi, che certamente riprenderanno piano piano a frequentare questo luogo». La cerimonia, che sarà sostanzialmente simbolica, è prevista per mercoledì 10 aprile (alle 20 nella Sala Newton) con un concerto di sostegno alla ricostruzione dello Science Centre dopo l'incendio del 4 marzo (biglietto d'ingresso fissato a 25 euro e prezzo scontato di 10 euro per i giovani fino a 18 anni). In quell'occasione il maestro Michele Campanella, che nel '96 aveva suonato alla prima inaugurazione, eseguirà al pianoforte musiche di Liszt, Verdi e Wagner. A seguire si terrà l'inaugurazione di parte delle aree espositive, che riapriranno al pubblico dal giorno successivo. Per tutto il fine settimana si terranno eventi, animazioni e incontri, ovviamente utilizzando principalmente gli spazi all'aperto e quelli che il fuoco non ha devastato. La visita di Grasso, raccontano i collaboratori di Vittorio Silvestrini, è nata per iniziativa dello stesso presidente del Senato, che alcuni giorni fa ha telefonato per comunicare le proprie intenzioni. Ieri, poi, è arrivato alle 14.40, dopo aver partecipato alla Festa dell'Aeronautica in piazza Plebiscito con il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, Grasso è stato accolto dal governatore Stefano Caldoro e dal professore Vittorio Silvestrini, fondatore e presidente della Fondazione Idis. Con loro si è fermato per i saluti di rito e per un aggiornamento sulla situazione dopo l'incendio. Successivamente, sempre con Caldoro e Silvestrini, Grasso si è avvicinato all'area del rogo. Al di là del nastro bianco e rosso, però, neppure lui è potuto andare, perché l'accesso è consentito soltanto ai vigili del fuoco impegnati nella rimozione delle macerie e dei detriti pericolosi. A porte chiuse, in quella che era la sede del sito web introdotta da un cartello con la scritta «Educazione alla scienza 2.0», il presidente del Senato ha incontrato una delegazione dei lavoratori di Città della Scienza che hanno perso, letteralmente, il posto di lavoro. Al di là della visita e degli auspici espressi nell'occasione da Grasso, qual è la situazione concreta? Ci sono oppure no i soldi per la ricostruzione? E sarà una ricostruzione oppure un trasloco? Caldoro è fiducioso: «La volontà c'è tutta, attendiamo che il Governo approvi un decreto che rafforzerà la collaborazione interistituzionale. Inoltre, si è sbloccata la situazione di Corporea». Corporea è il museo in costruzione nell'area che ospita l'incubatore di imprese, proprio di fronte all'ingresso di Città della Scienza e ad essa destinato. I fondi sono gestiti dalla società regionale Campania Innovazione e i lavori sono fermi. Ma stanno per riprendere: per il completamento occorreranno dieci mesi. Meno di quanti ne occorrano per restaurare i padiglioni divorati dalle fiamme. «Corporea ha una superficie di 5.000 metri quadri, mentre nell'area distrutta ne avevamo 10.000», dice Silvestrini, che come Grasso sottolinea: «Città della Scienza resta qua, i suoli sono della Fondazione Idis. Per ricostruirla aggiunge occorre soltanto presentare una dia, la dichiarazione di inizio lavori, perché non serve una variante al piano regolatore, che invece sarebbe necessaria per spostare tutto altrove. L'edificio era stato costruito in epoca borbonica ed era lì dal 1853». Prima di presentare la dia, occorrerà verificare che somma riconoscerà l'assicurazione. E prima di ricostruire dovrà essere bonificato il terreno dalle sostanze inquinanti prodotte dall'incendio, no? «Sì, e per quell'operazione ci sono 5 milioni stanziati dal ministro Passera. All'inizio della prossima settimana sarò al Provveditorato alle Opere pubbliche, che se ne occuperà, per concordare un piano d'azione», dice con decisione Silvestrini. I tempi? «Diciotto mesi dall'inizio dei lavori, quindi per fine 2014 il museo sarà pronto».