Del Corno: niente San Vittore per l'opera di Michelangelo Troppi problemi tecnici. Il via libera della sovrintendenza ancora in bilico, le perplessità di Roma sui costi dell'operazione, i ripensamenti del nuovo assessore alla Cultura (anche in termini economici).Addio grand tour della Pietà Rondanini, niente tappa a san Vittore e nemmeno in Duomo: l'incompiuta di Michelangelo si sposterà solo di qualche metro all'interno del Castello, dalla Sala degli Scarlioni al restaurato Ospedale spagnolo. «È quello il nostro obiettivo», spiega Filippo Del Corno. Valorizzare la nuova sede e far partire, con i fondi risparmiati dal trasloco (circa 750 mila euro), il polo leonardesco. Tramonta così il sogno (di Stefano Boeri) della Pietà tra i detenuti. Ex Fornace di via Gola, il neoassessore parte dalle zone, dal coinvolgimento dei parlamentini per «accendere tanti fuochi di cultura» (lo spazio lungo il Naviglio Pavese, appena rinnovato, sarà affidato alla zona 6 per un anno e aperto al quartiere). Ed è un'occasione per tracciare le linee programmatiche del suo assessorato: «Non sarò il direttore artistico della città anche per questo sospenderò per tre anni la mia attività di compositore - l'assessore deve essere un facilitatore politico delle proposte presenti. Io non fornirò contenuti che già ci sono». Poi si corregge: «Per le grandi mostre ci sarà un indirizzo condiviso con la giunta, mentre per lo spettacolo non imporrò contenuti, dal momento che il tessuto culturale è già molto attivo». Qualche idea, però, c'è. A partire da Expo: «Serve un piano strategico per la politica culturale entro il 2015». Del Corno - che ha incontrato Boeri per un passaggio di consegne «tecnicamente ineccepibile» -insiste: «Dobbiamo preparare la città a Expo con nuove iniziative, la diffusione dei suoi temi e una maggiore internazionalizzazione». E in tempi di bilanci difficili, altra parola chiave è sostenibilità, soprattutto economica, «Con una forte condivisione con il privato». Capitolo Boeri: «Manterrò i progetti avanzati -fa sapere Del Como -a partire da BookCity e PianoCity. Le periferie? Non sono state trascurate, ma vanno valorizzate, come abbiamo fatto riaprendo di sera la biblioteca di Raggio. Eviteremo il pericolo più grande: affidare alla cultura un ruolo elitario». Un cenno ai 310mila euro consegnati a Milano per realizzare alla GAM una mostra su Verdi, e una battuta: «grandi che hanno onorato la città non erano milanesi». Infine, la questione Pietà (l'opera, secondo i progetti di Boeri, avrebbe dovuto campeggiare nel Panottico del carcere da aprile a novembre, per raggiungere il Duomo durante l'Avvento): «Il progetto non va avanti nelle forme previste - analizza Del Corno-: probabilmente il capolavoro di Michelangelo non andrà a San Vittore, ma procede verso la collocazione finale, l'Ospedale spagnolo del Castello». Precisazione: «Comunque stiamo facendo le ultime verifiche tecniche». L'intenzione è chiara, «niente traslochi temporanei». Ma nuovi progetti, in linea con la spending review (anche al ministero erano stati sollevati dubbi sull'operazione troppo costosa «Che avrebbe creato precedenti pericolosi»): i circa 750 mila euro che servivano per la tourneé della Pietà saranno «girati» nella messa a punto del«polo leonardesco» del Castello, con il restauro del Monocromo della Sala delle Asse e la temporanea esposizione del Codice Trivulziano durante Expo (oltre alla digitalizzazione dell'opera). E, precisano dall'assessorato, «non saranno dimenticati i progetti a favore dei carcerati». Sospira Stefano Boeri: «C'è una delibera di giunta sul passaggio della Pietà a San Vittore. E anche una lunga discussione in commissione congiunta Cultura e Carceri. Non aggiungo altro».