Con le opere che noi teniamo in magazzino fa una mostra che stupisce il mondo intero All'estero sanno fare business con l'arte italiana. Un esempio? Per ammirare i capolavori di Pompei tocca andare a Londra. Dove incasseranno oltre sette milioni di sterline staccando biglietti d'ingresso e vendendo cataloghi. Ma qual è l'idea geniale di questa esposizione? Il fatto che non si tratta di oggetti visibili ogni giorno dai turisti che visitano gli scavi pompeiani, perché nel British Museum vengono esposti al pubblico, da ieri, oltre duecentocinquanta testimonianze che giacevano nei depositi della soprintendenza pompeiana. Sponsorizzata da Goldman Sachs, la mostra presenta suppellettili domestiche, resti di cibi e mobili carbonizzati, decorazioni da giardino, statue, rilievi marmorei, pitture ad affresco, mosaici, gioielli a anche le riproduzioni di calchi di corpi di persone ed animali, vittime dell'eruzione. «Life and death in Pompeii and Herculaneum», curata da Paul Roberts, nasce dalla collaborazione tra il British Museum e la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei, diretta da Teresa Elena Cinquantaquattro: una dirigente che, per questa esposizione, ha fatto un quarantotto. E ha fatto vincere un tredici da Totocalcio a quella che era stata definita "la perfida Albione". E' la prima volta che Londra accoglie una mostra di argomento pompeiano e per l'occasione sceglie il tema della vita quotidiana della società romana prima dell'eruzione del Vesuvio, cioè mostrare e far rivivere ciò che in un giorno, ovvero il 24 agosto del 79 d.C., la terribile eruzione del Vesuvio spazzò via, con morte e distruzione. I numeri sono eclatanti: prima dell'inaugurazione già cinquantamila persone hanno prenotato il biglietto, e gli organizzatori dell'esposizione, che durerà sei mesi (in Italia invece si decide per tre o quattro mesi al massimo, facendo impazzire i tour operator), contano di staccare almeno quattrocentomila biglietti. Per Roberts, il curatore, «il fulcro della mostra sono la casa e gli abitanti, la vita di tutti i giorni e l'uomo della strada: niente stereotipi cinematografici con enfasi su imperatori, gladiatori e legionari, ma commercianti, imprenditori, nuovi ricchi, politicanti, liberti, matrone e bambini». Il direttore del British Museum Neil MacGregor ha detto chiaramente che «questo sarà un grande evento per noi grazie alla Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei, che generosamente ci ha prestato preziosi reperti provenienti dalle loro collezioni, alcuni che non hanno mai viaggiato prima». E che nessuno aveva mai potuto tirare fuori dai magazzini, che contengono quantità indescrivibili di oggetti dell'epoca romana. Comunque in Italia ieri due buone notizie non sono mancate: Mariarita Sgarlata, archeologa e protagonista di battaglie per la tutela del paesaggio, è stata scelta per la carica di assessore alla cultura della regione Sicilia. E nel ministero per i Beni e le attività culturali guidato da Lorenzo Ornaghi è stato possibile siglare l'accordo relativo al superamento, dal 30 al 50, del numero delle festività che il personale potrà lavorare in un anno. Riproduzione riservata