Il secondo sito archeologico della Sicilia è stato chiuso cinque anni a causa dei lavori: ora i sali del terreno tornano ad aggredire i capolavori "Meno custodi del museo di Centuripe" Aumentano i turisti ma senza tecnici di manutenzione le tessere appena rimesse a nuovo possono rovinarsi unaltra volta. E il direttore protesta spazzando il guano dei piccioni Cresce il numero dei visitatori ma rimangono irrisolte le carenze organizzative della Villa romana del Casale. Se, infatti, il numero dei turisti che a febbraio hanno visitato il sito archeologico di Piazza Armerina sono stati 4.973 visitatori contro i 4.056 del 2012 e i 2.905 del 2011, la carenza di personale rischia di fare trovare ai visitatori di Pasqua i mosaici rovinati dalla sporcizia se non addirittura dal degrado. Un trend di crescita incoraggiante dopo il lungo stallo durato cinque anni per gli interminabili lavori di restauro: un lungo ritardo rispetto alle previsioni progettuali iniziali che ha inferto un duro colpo alleconomia locale legata al comparto turistico. Oggi, una volta completati i restauri principali, la Villa è diventata il secondo sito archeologico per numero di visitatori in Sicilia ma paradossalmente rischia di fare passi indietro sul piano della manutenzione. Rimangono irrisolti, infatti, i problemi legati alla logistica e alla gestione del sito. Mancano i custodi, gli operatori addetti al restauro, i tecnici destinati alla manutenzione. Le tessere dei mosaici sapientemente restaurate, ritornano a velarsi di pericolose efflorescenze. Il tipico alone bianco dovuto alla risalita dei sali del terreno ha ripreso ad aggredire e offuscare la lucentezza delle tessere del mosaico. Il rischio è di inficiare il lungo trattamento di restauro eseguito. I piccioni, inoltre, si infiltrano dalle finestre aperte della basilica depositando il guano, mentre il Triclinium e le Terme prive di copertura a causa perché ancora non contemplati dal restauro sono un bersaglio sin troppo facile. Un problema che potrebbe presto riguardare anche la vulnerabilità degli affreschi che impreziosisco le pareti delle stanze della villa. Queste difficoltà hanno segnato una clamorosa forma di protesta inscenata dallo stesso direttore del parco archeologico del Casale, Guido Meli. Un gesto clamoroso, mosso allindirizzo delle autorità regionali competenti: «Provocatoriamente ho provveduto personalmente a spazzare i pavimenti invasi dalle foglie, dalla polvere e dal guano dei piccioni - sottolinea con una punta polemica larchitetto Meli - I miei ripetuti appelli sono rimasti inascoltati. Posso contare solo su tredici custodi per la protezione della Villa romana che si alternano su quattro turni. Dunque, ho a disposizione solo tre impiegati per volta. Sempre che non si registrino le naturali defezioni. Allinterno degli ambienti della Villa - continua Meli - posso contare solo sulla sorveglianza affidata alle telecamere a circuito chiuso. Una situazione ai limiti del paradosso. Basta pensare che il museo di Centuripe, che certo non conta lo stesso numero di visitatori del Casale, ha al suo attivo venti custodi». E arriva il jaccuse di Meli: «Lavoro al progetto del Casale da quasi dieci anni, nel corso dei quali ho visto avvicendarsi una serie infinita di assessori e direttori generali. A tutti, ho segnalato lurgenza di dotare questa struttura delle necessarie figure professionali. Serve un nucleo permanente di restauro. A maggio contiamo di inaugurare la visita notturna della Villa, un provvedimento che ci consentirà di incrementare ulteriormente il numero dei visitatori. È necessario però rivolgere unadeguata attenzione. Appello che ho rivolto anche allattuale assessore Zichichi che però è preso da problematiche alte e filosofiche come lintitolazione di piazze ad Archimede e lomaggio al tempo con la giornata del calendario». Una denuncia esplicita muove anche lurbanista Carmelo Nigrelli, sindaco di Piazza Armerina, in merito ai collegamenti stradali con la Villa del casale: «Da mesi invio segnalazioni al presidente Crocetta, senza ottenere alcun riscontro - sottolinea il primo cittadino armerino - Ogni anno giriamo alla Regione milioni di euro provenienti dagli incassi della Villa. In questi cinque anni di blocco, abbiamo dovuto fronteggiare unautentica rivolta degli operatori turistici. Come amministrazione comunale continuiamo ad assicurare i servizi che il parco archeologico del Casale non è in grado di fornire. Paghiamo con il nostro bilancio le navette che effettuano il trasporto pubblico per la Villa. Abbiamo finanziato le manifestazioni del festival "Artesiana" che si tengono ogni estate allinterno della Villa romana. Continuiamo ad assicurare un minimo di decoro per le vie di accesso al sito. Servono però adeguate forme di promozione, partecipazioni alle fiere internazionali, campagne di valorizzazione. La provincia di Enna, da cinque anni, non è riuscita a rimuovere una frana che ostruisce la carreggiata della strada provinciale 4. Un blocco stradale che costringe i turisti e i numerosi pullman a inerpicarsi tra i tornati di una mulattiera che funge da by-pass. Una situazione scandalosa, insostenibile. Serve un piano di sistema complessivo - continua il sindaco - Una metodica di intervento europea, non la solita svagata disattenzione tutta meridionale. Speravamo in una maggiore attenzione del presidente Rosario Crocetta, proprio in virtù delle sue origini piazzesi e la lunga tradizione che lo lega a Piazza Armerina. Dal nuovo governatore, ci aspettiamo adesso che incarni non solo il megafono dei giusti proclami, ma anche la concretezza delle azioni istituzionali e di governo». Per fortuna il trend di visitatori sè invertito. Le presenze dei turisti, infatti, erano crollate dagli oltre quattrocentomila visitatori del 2007, ai 271.814 registrati nel 2011. Un crollo che si era tradotto in dimezzamento degli incassi registrati, una perdita di milioni di euro. La crescita di visitatori questanno ha fatto segnare un incremento del 14,3 per cento, rispetto allo scorso anno: sono stati infatti 310.777 i visitatori del 2012, rispetto ai 271.814 del 2011.
RESTAURO INCOMPLETO, VILLA DEL CASALE DI NUOVO A RISCHIO
Il sito archeologico della Villa romana del Casale, in Sicilia, è stato chiuso per cinque anni a causa dei lavori di restauro. I sali del terreno hanno ripreso ad aggredire i mosaici, e i tecnici di manutenzione sono stati assenti. Il direttore del parco archeologico, Guido Meli, ha protestato spazzando il guano dei piccioni e ha denunciato la carenza di personale e le carenze organizzative. Il numero di visitatori è aumentato, ma il sito rischia di fare passi indietro sulla manutenzione. I custodi, gli operatori di restauro e i tecnici di manutenzione sono stati assenti, e le tessere dei mosaici sono state danneggiate.
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