Il presidente vorrebbe Antonio Presti ai Beni culturali. Per il Turismo in corsa anche il presidente degli albergatori Crocetta caccia dalla giunta le star. Prima Battiato, per le sue frasi shock sulle «troie che siedono in Parlamento», e poco dopo Zichichi: «Parlava di raggi cosmici e stava sempre a Ginevra anziché lavorare ai Beni culturali», dice il governatore, che per la successione dello scienziato pensa al mecenate Presti, che ha chiesto tempo. Mentre per il Turismo, probabile la scelta di un tecnico: si è fatto il nome di Alessandro Rais (che però Crocetta vorrebbe alla guida del dipartimento), ma anche quello di un esperto del ramo, come Torrisi, presidente di Federalberghi. Crocetta caccia dalla giunta le star. Prima Franco Battiato, per le sue frasi shock sulle «troie che siedono in Parlamento», e poco dopo Antonino Zichichi, perché di lui «non se ne poteva più»: «Parlava di raggi cosmici e stava sempre a Ginevra, anziché lavorare ai Beni culturali», dice il governatore che per la successione dello scienziato ha pensato subito al mecenate Antonio Presti, che ha chiesto tempo per dare una risposta definitiva. Mentre per il Turismo è probabile la scelta di un tecnico: potrebbe essere un dirigente generale, e si è fatto il nome di Alessandro Rais (che però Crocetta vorrebbe ancora ben saldo alla guida del dipartimento), oppure un esperto del ramo, come Nico Torrisi, presidente di Confindustria Federalberghi: «Faremo in fretta - assicura il presidente della Regione - quando cè bisogno di aggiustare un governo è inutile dilazionare le decisioni, sarebbe stato illogico aprire due crisi di governo, così ne apro una sola e sistemo quello che non va». Ma il segretario del Pd, Giuseppe Lupo, apre anche ai politici: «Limportante è che lavorino bene». Nel pomeriggio Crocetta convoca un vertice di maggioranza a Palazzo dOrleans, al quale partecipano Lino Leanza e Gianpiero DAlia per lUdc, Baldo Gucciardi e Lupo per il Pd, Antonio Malafarina e Beppe Lumia per il Megafono, Beppe Picciolo per i Democratici riformisti. Prima ancora del rimpasto della giunta, si è parlato però delle prossime amministrative: «Dobbiamo cercare di trovare candidati unici per le grandi città al voto, Catania, Messina e Ragusa - chiede il governatore - quindi occorre puntare a unintesa che rispecchi la maggioranza allArs, con Udc e Pd. In aula dobbiamo votare il disegno di legge di riforma del voto, puntando tutto sulla doppia preferenza di genere». Lidea di abbassare lo sbarramento dal 5 al 4 per cento o di introdurre la doppia scheda per sindaco e Consiglio è stata bocciata durante il vertice. Poi largomento principe è stato il rimpasto. Cè chi avanza pretese sulle due poltrone rimaste libere. Come larea del Democratici riformisti guidata da Picciolo, e che al suo interno ha tutti i transfughi del centrodestra passati alla corte di "re Rosario": «Chiediamo che si possa riunire immediatamente il tavolo della maggioranza che sostiene Crocetta per arrivare a una ripartizione degli assessori, siano essi anche tecnici, che tenga conto del nostro movimento politico», dice Picciolo. A farsi avanti per avere un incarico è anche Sebi Roccaro, leader di unassociazione di emittenti libere, che ha sostenuto il governatore nella campagna elettorale per le regionali. Crocetta, per sostituire Zichichi ai Beni culturali ha pensato subito a Presti. Già martedì sera aveva chiesto un sua via libera tramite Stefano Polizzotto, capo della segreteria tecnica. Ma il mecenate, amico del governatore, ha chiesto tempo per problemi di salute. Crocetta comunque insiste. Anche per il Turismo si pensa a un tecnico: ieri sono circolati sia il nome di Rais, che però lex sindaco di Gela vorrebbe ancora alla guida del dipartimento, sia quello del presidente di Federalberghi, Torrisi, che si è detto «molto soddisfatto» per la scelta di cacciare Battiato. Dal versante politico arriva un plauso pressoché unanime alla scelta del governatore di mettere alla porta il cantautore e lo scienziato: «Sosteniamo con forza le sue decisioni», dice il segretario dellUdc DAlia. Ironico lex capogruppo del Pd, Antonello Cracolici: «Avevo detto allatto di nascita del governo Crocetta "vediamo quanto dura". Qualcuno si è indispettito, ma i fatti si commentano da soli». Soddisfatta Sel: «La revoca delle deleghe ai due assessori è una buona notizia per la Sicilia, che non ha bisogno di spot né di operazioni di facciata», dice il deputato vendoliano Erasmo Palazzotto. Anche dallopposizione arrivano commenti favorevoli: «Esprimo soddisfazione per la decisione di Crocetta, peccato che lo abbia fatto soltanto ora, quando i due erano diventati ingombranti per le tante farneticazioni, le inaccettabili gaffe e per lassoluto vuoto di iniziative», dice il deputato regionale Nello Musumeci. «Qual è il modello Sicilia? Crocetta di suo è un grillino e sono tutti un po naïf - dice invece il leader di Grande Sud, Gianfranco Miccichè - la verità è che cè un presidente della Regione che ha fatto una giunta come lIsola dei famosi invece di pensare ai problemi della Sicilia. Fino a ora ha fatto solo finte operazioni di pulizia e di risparmio, come nel caso delle Province che non si capisce come vengano sostituite. Mi sembra tutto un po falso».
SICILIA - Regione, addio agli assessori star. Crocetta cerca altri due tecnici per sostituire Zichichi e Battiato
Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ha deciso di revocare le deleghe ai due assessori, Franco Battiato e Antonino Zichichi, per le loro inadeguate prestazioni. Battiato è stato criticato per le sue frasi shock sulle troie che siedono in Parlamento, mentre Zichichi è stato accusato di non aver lavorato ai Beni culturali come previsto. Crocetta ha pensato subito a sostituirli con Antonio Presti, un mecenate che ha chiesto tempo per dare una risposta definitiva. Per il Turismo, si pensa a un tecnico, potrebbe essere Alessandro Rais o Nico Torrisi, presidente di Federalberghi. Crocetta ha convocato un vertice di maggioranza per discutere della successione e della riforma del voto.
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