Maria Pia Bertolucci, presidente della coop Idea, lancia la proposta. «I tempi per un ticket complessivo sono maturi» LUCCA «Ho tante idee per organizzare i musei lucchesi e mi candiderei alla leadership di un gruppo che avesse questa missione, se il gruppo ci fosse. In un'impresa del genere mi impegnerei a titolo gratuito. Venti anni di esperienza nel settore mi hanno insegnato tanto, mi dispiacerebbe lasciare questi insegnamenti inutilizzati». C'è un moto che viene dal profondo nelle parole che Maria Pia Bertolucci, presidente della cooperativa Idea che gestisce le strutture museali del complesso della Cattedrale, pronuncia a parlarle di musei lucchesi, di diffusione della cultura e dell'ipotesi (tanto sbandierata ma mai attuata) del biglietto unico. L'entusiasmo di Maria Pia ha una marca "antica", è un suo chiodo fisso da vent'anni. «Era il 1993 - racconta - quando invocavo il biglietto unico per i musei lucchesi. Avevamo preso in gestione il museo della Cattedrale da un anno e studiavamo come portare più soldi nelle nostre casse. Così studiammo un'ipotesi di biglietto unico, io con i miei collaboratori. Partimmo dai numeri degli ingressi nei musei, prendemmo in esame tutti gli aspetti. Se l'avessimo fatto all'epoca saremmo stati precursori, oggi siamo retrogradi». Con tanti biglietti singoli per ciascuna struttura museale (fatta eccezione i pochi cumulativi per i percorsi del complesso della Cattedrale o per l'Orto Botanico e le torri), viene fuori che un turista singolo, per vederle tutte, spende non meno di 42 euro. «Con l'autorevolezza dell'esperienza e l'amore per la cultura - dice ancora Maria Pia Bertolucci - penso che per la cultura sia giusto pagare, ma prezzi molto popolari. E così, un prezzo popolare dovrebbe avere il biglietto unico dei musei lucchesi, quello che basta per garantire i beni culturali e l'occupazione, ma soprattutto per diffondere la cultura, sennò tanto vale mettere i nostri beni culturali dentro un'urna». Secondo Maria Pia Bertolucci, il biglietto unico va pensato come nucleo di un progetto a cui solo dopo possono essere fatte delle aggiunte, ad esempio agevolazioni legate a servizi per il turista. «Non sono un'economista - spiega la presidente della cooperativa Idea - ma una persona che si basa sulla sua esperienza: il biglietto unico è la testa di ariete di una proposta culturale della città. Solo dopoe possono essere fatte delle aggiunte, convenzioni con chi noleggia biciclette, tanto per fare un esempio». I tempi per il biglietto unico sono maturi a Lucca: di questo Maria Pia Bertolucci è assolutamente convinta. Per questo ribadisce che «il Comune in particolare deve chiamarci tutti noi che ci occupiamo di musei e di cultura. Così ci mettiamo intorno a un tavolo e lavoriamo. Partendo dai dati degli ingressi nei musei: non tutti possono avere la stessa quota. Bisogna fare più pesi e più misure. Adesso ognuno va per conto suo». E continua: «Anche se a volte le entrate non coprono le spese, le iniziative possono servire di per sé come promozione. E senza dubbio sono un investimento culturale sulle persone». Bisogna anche avere chiaro il quadro in cui si opera. Ad esempio, Maria Pia spiega perché a Lucca oggi la prenotazione online non è una necessità: «Perché non abbiamo i numeri necessari. Così come non sono necessarie caffetterie nei musei perché visitare un nostro museo non occupa il tempo di una giornata. Non facciamo l'errore di replicare modelli americani in tutti i musei».
LUCCA - Biglietto unico? Mi candido all'impresa
Maria Pia Bertolucci, presidente della cooperativa Idea, propone l'idea di un biglietto unico per i musei lucchesi. Secondo di lei, i tempi per questo sono maturi. Il biglietto unico dovrebbe essere pensato come nucleo di un progetto culturale e non come un semplice biglietto di ingresso. Maria Pia spiega che il biglietto unico potrebbe includere agevolazioni per servizi come la noleggio di biciclette. Il Comune di Lucca dovrebbe chiamare tutti coloro che si occupano di musei e cultura per lavorare insieme al progetto. Maria Pia sottolinea l'importanza di avere un quadro chiaro per il progetto e di non replicare modelli americani nei musei.
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