Piero Angelini Capogruppo di «Governare Lucca» nel Comune di Lucca Leggo con sorpresa le dichiarazioni dell'assessore all'urbanistica di Palazzo Vecchio, Titta Meucci pubblicate nel Corriere Fiorentino il 24 marzo, che, pur dichiarandosi d'accordo sui principi inspiratori della nuova legge urbanistica, proposta dall'assessore Marson, a cominciare dalla drastica riduzione del consumo di suolo, giudica «incostituzionale», a mio avviso a sproposito, la proposta di reintrodurre il parere vincolante della Regione sui Piani strutturali dei Comuni. La Costituzione, infatti, anche dopo la riforma del 2001 al titolo V, riserva alla Regione i più ampi poteri legislativi in materia; di conseguenza le funzioni amministrative sull'assetto del territorio, assegnate ai Comuni dal D. Lgs. 2672000, non possono essere esercitate che nel quadro legislativo definito appunto dalla Regione. Io penso che la proposta della Marson, di riportare i piani strutturali del Comuni sotto la vigilanza ed il controllo della Regione, sia, non solo legittima, ma anche doverosa. È vero, infatti, che la Regione, quando aveva il controllo totale della pianificazione territoriale, si è dimostrata del tutto debole di fronte alla spinte di cementificazione che venivano dai Comuni, che sono state pienamente accolte (basta pensare alla urbanizzazione di quasi tutte le casse di espansione, messe in rilievo, per l'Arno, dal professor Nardi, segretario generale dell'Autorità di Bacino), ma il rimedio di delegare ai Comuni, prima con la legge 51995 e poi con la legge 12005, la redazione senza alcun limite ed alcun controllo della Regione sui Piani strutturali, è stata peggiore del male. Basta pensare che l'ex consigliere regionale di maggioranza Roggiolani, aveva denunciato, da tempo, l'espansione urbanistica insostenibile, in Toscana, ricordando che i piani strutturali, approvati dai Comuni, fino al 2000, prevedevano «nuove abitazioni per 5 milioni e mezzo di abitanti; due milioni in più del numero dei Toscani»; mentre, nel convegno del marzo 2012, a cui aveva partecipato l'assessore Marson, era emerso che, di fronte ai dati taroccati offerti del precedente assessore Conti, il consumo di suolo in Toscana ci appaiava, purtroppo, alle Regioni più cementificate del paese, dal momento che, si dimostrava, nel periodo che va dal 200 al 2006, «il consumo di suolo è aumentato del 10 per cento... la crescita delle aree residenziali è stata dell'8,7 per cento, mentre la popolazione è cresciuta soltanto del 3,2 per cento». Sicché ben venga una nuova legge urbanistica, che restituisca alla Regione il controllo e la responsabilità sulla pianificazione urbanistica dei Comuni, evitando gli eccessi che finora ci sono stati. C'è bisogno, a mio avviso, in Toscana, di rottamare, più che gli uomini, le politiche insostenibili di questi ultimi anni.