ROVERETO Il nuovo museo della scienza di Trento è «sproporzionato» e «ha tolto risorse al Mart». Lo ha affermato il presidente del museo roveretano, Franco Bernabè, in audizione nel consiglio comunale di Rovereto: «Se il Mart ha vinto la sfida connessa alla collocazione di un museo di questa valenza in una città e in un bacino così piccoli, penalizzati da ferrovia e logistica, il contesto del Muse è ancora più limitato. I politecnici sono a Milano e Torino e il polo universitario non è delle dimensioni tali da giustificare un museo come quello. Parigi potrebbe permetterselo». Sui nuovi progetti per le Albere l'assessore Panizza frena. ROVERETO Il successo del Mart nel presente e nel futuro non dipende da 500.000 euro in più o in meno nel budget annuale. A fare la differenza sono la passione che anima lo staff, la validità del progetto culturale, la capacità di superare la perifericità del contesto trentino proponendo un'offerta di livello internazionale. Una sfida, quest'ultima, già vinta dal museo di Rovereto, mentre lo stesso non si può dire del Muse di Trento che viste le dimensioni del contesto rappresenta «una scommessa più ambiziosa, per non dire più rischiosa della nostra». Questo il messaggio di Franco Bernabè, presidente del cda del museo di Rovereto, intervenuto assieme alla direttrice Cristiana Collu durante l'audizione al consiglio comunale in cui si è parlato del calo di risorse assegnate dalla Provincia al polo espositivo. Nella sala affrescata di Palazzo Pretorio a Rovereto va in scena un inedito: il primo incontro tra i vertici del museo di arte moderna e contemporanea, aperto nella sede attuale dal 2002, e i consiglieri comunali della città che lo ospita. Non è solo un appuntamento formale, o di cortesia. A sollecitarlo sono state le preoccupazioni espresse dai roveretani per le conseguenze dei tagli decisi dalla Provincia che si trova a gestire la diminuzione delle entrate pubbliche per la crisi e allo stesso tempo a investire nel lancio del museo della scienza di Trento. Bernabè, originario di Vipiteno, presidente esecutivo di Telecom Italia e chiamato da Dellai nel 2004 alla guida del cda del Mart, chiarisce la sua visione. «Devo dire afferma che sono meno preoccupato per la questione finanziaria. Si dice che il Muse ha tolto risorse al Mart? Ebbene, se il Mart ha vinto la sfida connessa alla collocazione di un museo di questa valenza in una città e in un bacino così piccoli, penalizzati da ferrovia e logistica, il contesto del Muse è ancora più limitato. I politecnici sono a Milano e Torino e il polo universitario non è delle dimensioni tali da giustificare un museo come quello. Parigi potrebbe permetterselo». Il museo della scienza, aggiunge Bernabè, è quindi «sproporzionato» e in qualche modo, conviene lui stesso, «ha tolto risorse al Mart». Il tema dei finanziamenti provinciali va però a suo avviso superato: i poli espositivi devono guardare all'aiuto dei privati, come fa ora la struttura diretta da Cristiana Collu. Rimangono altre sfide da vincere. Il rapporto con la città, ad esempio, è mancato in quasi dieci anni come hanno riconosciuto sia Bernabè che il sindaco Andrea Miorandi. Il secondo argomento coinvolge l'intero Trentino. In provincia mancano progetti imprenditoriali che puntino all'eccellenza: Bernabé lo dice implicitamente riportando la frase di un imprenditore di Milano a cui aveva chiesto perché non realizzasse qualcosa a Trento, Rovereto o in altre località. «In Trentino manca la voglia di rischiare». Proseguendo il discorso, il Mart da solo «non può essere la risposta alla deindustrializzazione degli anni Ottanta», tantomeno alla crisi attuale. Basta con la mentalità diffusa in una terra finora ricca, però periferica: «Per una mentalità che punti all'eccellenza servono passione e investimenti. Sbagliato chi pensa che tutte le soluzioni debbano venire dal pubblico. La direzione è la collaborazione tra istituzioni e privati e su questo il Mart può dare l'esempio».
Trento. Muse, l'affondo di Bernabè. Sproporzionato e rischioso
Il presidente del museo roveretano, Franco Bernabè, ha affermato che il Muse di Trento è sproporzionato e ha tolto risorse al Mart. Bernabè ha sottolineato che il successo del Mart dipende dalla passione dello staff, dalla validità del progetto culturale e dalla capacità di superare la perifericità del contesto trentino. Ha anche criticato il rapporto con la città, che è mancato in quasi dieci anni, e ha sottolineato che il Trentino manca di progetti imprenditoriali che puntino all'eccellenza. Bernabè ha anche affermato che il Muse di Trento non può essere la risposta unica alla deindustrializzazione e alla crisi attuale, e che la direzione è la collaborazione tra istituzioni e privati.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo