Chissà se pensa a quelle disfide scolastiche dove monaci e filosofi se le davano di santa ragione a suon di proposizioni, note e corollari. D neoassessore alla Cultura, Stefano Zecchi non demorde e rilancia la sfida agli «intellettuali di sinistra» milanesi. Quelli, per intendersi, «che lo annoiano e lo fanno sbadigliare», quelli che, sempre secondo la sua definizione, «hanno creato disastri» nella città. A partire da piazza Cadorna, per continuare con la Bicocca, passando dalla fontana dì San Babila per finire con il monumento a Pertini di Aldo Rossi. «Ho il diritto dl.esprimere un giudizio estetico su queste opere attacca Zecchi . Nessuno me lo può togliere e nessuno me lo può impedire. Lo faccio da 40 anni dalla cattedra di estetica dell'Università. Li sfido a intervenire al grande convegno sulla qualità estetica di Milano che terremo a breve e li sfido a confrontarsi con il giudizio estetico». LA LETTERA Getta altra benzina sul fuoco Zecchi dopo la lettera firmata da Guido Artom, Carlo Bertelli, Èva Cantarella, Luigi Moscheri e Francesca Zajczyk. Quindici righe che stigmatizzano le dichiarazioni rilasciate dal professore-assessore al Corriere. «Dall'intervista sul Corriere della Sera si scrivono i firmatari sì evince un atteggiamento che non solo appare gravemente offensivo nei confronti di alcuni ma per di più pare creare contrapposizioni del tutto incompatibili con l'attitudine al dialogo e al rispetto del vero uomo di cultura». La conclusione è tranchant: «Se non si ha nulla da dire è preferibile il silenzio». Replica Zecchi: «È inammissibile questa interdizione del parere altrui ca-ratteristico degli intellettuali di sinistra. Se le cose non passano attraverso dì loro, non passano. Rivendico il diritto di dare giudizi estetici». GLI ORRORI E giù con la lista delle «brutture». «Piazza Cadorna è un suk. Il progetto di Gae Aulenti rompe la ' prospettiva. Dal punto di vista funzionale ha complicato la viabilità. Le fontane sono orribili. Al posto dell'Ago e il Pilo avrei messo il cavallo di Leonardo. E lo dico anche se il progetto ha avuto il beneplacito da questa giunta». Ci si sposta di qualche chilometro e tocca alla Bicocca di Vittorio Ore-gotti; «È una ristrutturazione che non mi piace affatto. Ma come amministratore non direi mai di buttare giù Cadorna e la Bicocca. Lo dico da professore che insegna estetica. È un mio diritto». Si torna in centro. «Toglierei la fontana dì San Babila». Ci si sposta in via Manzoni: «II cubo di Aldo Rossi non ha senso in quella strozzatura. Va spostato in un ptìrco, in uno spazio aperto. Sul trasferimento c'è l'accordo dì tutti, centrodestra e centrosinistra». E qui, forse parla d'assessore, visto che da per imminente il trasloco i invocato da decenni. Zecchi mette nel conto dell'intellighentia di sinistra anche le omissioni: «Noi restaureremo la sala delle Cariatidi che è rimasta in quelle condizioni ignobili per 60 anni. Siamo nel 2005 e faremo il museo del 900. Gli altri perché non lo hanno fatto?». Se gli intellettuali accetteranno l'invito non mancheranno le scintille. Come al Costanzo Show. Maurizio Giannattasio