Tam tam nella rete per la mobilitazione di oggi NAPOLI - Sono stati segnati con nastri bianchi e rossi o grandi A dipinte con la vernice. Come trentuno condannati a morte gli alberi secolari della Villa comunale hano il destino segnato. Si comincia stamattina se non vi saranno imprevisti. Che al momento sono abbastanza prevedibili, perché la rabbia per lo scempio che si sta compiendo nello storico parco borbonico è tale che nessuno vuole restare fermo a guardare.Ieri il tam tam è partito su Facebook con lo slogan «Riprendiamoci la Villa». Appuntamento alle 12. Stesso orario dei comitati civici che, anche loro sulla rete, si stanno mobilitanto per opporsi alla strage. Porteranno con loro il comitato civico di controllo e botanici. Si vuole scoprire perché tanti alberi verranno sradicati. Quelli più anziani, relativamente. Una quercia piantata dai Borbone può avere al massimo 240 anni. Se si pensa che può camparne oltre mille è facile capire che non sta morendo di vecchiaia. «Non vorremmo - spiega il presidente di Portosalvo, Antonio Pariante - che ad essere malati siano quelli che hanno le radici più profonde e che quindi pescano l'acqua del mare. Come ha ipotizzato il geologo Riccardo Caniparoli». Per i Verdi, che ieri hanno fatto un sopralluogo in Villa, molti degli alberi condannati a morte sono imprigionati nei cantieri del metrò. Un caso? «Secondo i nostri esperti - dichiarano il capogruppo al Comune Carmine Attanasio e Francesco Emilio Borrelli, commissario campano - l'abbattimento non è necessario per tutti. Impediremo che vengano buttati giù senza prima aver fatto una nuova verifica. Inoltre abbiamo il forte dubbio che i cantieri del metrò, oltre a tagliare molte radici, abbiano compromesso l'equilibrio delle falde e permesso all'acqua di mare di penetrare nel sottosuolo. Per questo chiediamo una piccola trivellazione di circa 5 metri per effettuare dei prelievi e verificare questa tesi». Il direttore del Bollettino delle Assise ed ex senatore Francesco de Notaris annuncia che «la Rete 2018 in merito al programmato abbattimento di alberi secolari nella settecentesca Villa borbonica chiede che si pubblicizzino i nomi e gli studi degli esperti che hanno dato il loro parere attestante la malattia degli alberi. Vi è il fondato dubbio che almeno concausa della strage possa essere il disastro idrogeologico in atto del quale le Assise di Palazzo Marigliano, studiosi ed altre Associazioni hanno già denunciato. L'abbattimento potrebbe nascondere aspetti da approfondire in possibili inchieste».