Il sindaco: ci ha deluso. L'opposizione lo difende Il giorno dopo la richiesta di trasferimento ad altra sede presentata a Palafrizzoni dal conservatore dell'Accademia Carrara Giovanni Valagussa, in Comune cala il gelo. «Siamo rammaricati per la situazione, ma anche delusi spiega il sindaco Franco Tentorio per il fatto che una persona qualificata abbia scelto di agire in questo modo, disattendendo i propri impegni contrattuali». Dove per «impegni contrattuali», il primo cittadino fa riferimento a un atteggiamento da tenere rispetto ai media: «È stata sollevata una polemica pubblica in un momento molto delicato per la pinacoteca». In realtà la lettera, di cui ha dato conto ieri il Corriere della Sera, è stata protocollata e quindi è divenuta ufficiale in base ai meccanismi del Comune stesso. Tentorio, rispondendo al telefono in serata, spiega: «Il conservatore ha fatto una richiesta di messa in mobilità. Ora il caso sarà esaminato dal dirigente del settore, Massimo Chizzolini». Il conservatore nella lettera ha parlato di «divergenze con la direttrice Maria Cristina Rodeschini». Divergenze evidentemente insanabili. «Il problema c'è da tempo ed è una cosa negativa. Verrà risolto», conclude il sindaco. Si capisce che l'amministrazione non l'ha presa bene. Valagussa a questo punto potrebbe essere effettivamente trasferito, lasciando però scoperta una posizione cruciale mentre ancora si sa poco sul progetto culturale per la riapertura dell'Accademia. «Troppe cose sono in ritardo», aveva spiegato lui. Il centrosinistra ieri ha immediatamente reagito: «La situazione è disastrosa», dice Nadia Ghisalberti della Lista Bruni. «Bisognava avere il coraggio di intervenire e risolvere i problemi prima che si arrivasse alla crisi attacca l'ex assessore Dario Guerini, oggi nel Cda della Carrara , la giunta ha temporeggiato: oggi in gioco c'è un progetto cruciale e se i vertici hanno mostrato di non andare d'accordo, andava cercata una soluzione prima». Ghisalberti invita a limitare i danni, difendendo il conservatore: «Perdere oggi le competenze di Valagussa sarebbe un grave colpo per il futuro della nostra pinacoteca. L'amministrazione e il Cda della Carrara mettano in campo ogni azione possibile per far sì che il dottor Valagussa, in quest'ultimo anno, sia presente con le sue irrinunciabili competenze. Altrimenti ne risentirà non solo la futura Accademia ma l'intera città». Dalle parti dell'amministrazione sembra, però, si sia arrivati al punto di non ritorno. La giornata si preannunciava tempestosa già in mattinata, quando ancor prima delle dichiarazioni del sindaco Rodeschini replicava tagliando corto: «So della questione. Ma non posso rispondere, le direttive riferimento che poi si ricollegherà alle parole di Tentorio e lascia intravedere nuove nubi non me lo consente. Lo faranno gli amministratori». Nel pomeriggio il telefonino dell'assessore ala Cultura Claudia Sartirani squilla a lungo e a vuoto, il presidente del Cda Tito Lombardini declina, mentre Giorgio Pandini, presidente dell'associazione Amici della Carrara riflette: «È una situazione che ci era nota, anche se l'uscita di Valagussa mi ha lasciato sorpreso, non tanto per i contenuti ed il merito della questione, quanto piuttosto per i tempi e i modi. Capisco che le motivazioni del conservatore siano concrete e reali, ma occorre dire che alcuni impasse operativi partono dal vertice e a cascata vanno poi a ripercuotersi sulle figure dei dirigenti. Anche il direttore Rodeschini è spesso impossibilitato a operare. Spiace solo che questo "sfogo" sia esploso in un momento così delicato: siamo tutti sulla stessa barca, cercando di remare, pur tra mille difficoltà in un un'unica direzione. Le criticità vanno superate tutti insieme».