Vendita e riuso affidati alla Cassa depositi e prestiti Un piano per dare una seconda vita ai palazzi comunali che sono in disuso. La Loggia ha deciso di ricorrere alla Cassa depositi e prestiti, la spa del ministero dell'Economia che gestisce il risparmio postale. Il piano di rivalutazione riguarda diversi «gioielli» della Loggia, da palazzo Avogadro, a palazzo Martinengo Colleoni. L'opportunità è stata presentata in giunta dall'assessore Pedretti. Alcuni, come palazzo Avogadro, sono chiusi da anni. Di altri non si sa bene cosa farne, come l'ex macello di via Orzinuovi. Ora, per valorizzare gli immobili comunali inutilizzati, la Loggia sta pensando di giocare la carta Cassa depositi e prestiti. La società che gestisce il risparmio postale degli italiani ha da poco attivato un nuovo servizio a supporto degli enti locali. Una sorta di consulenza per elaborare studi di fattibilità che indichino come riqualificare gli edifici pubblici, che tipo di funzioni inserire, quali soluzioni potrebbero essere più appetibili per il mercato. Piccoli dossier a disposizione delle amministrazioni che, carte alla mano, potranno decidere se dar corso alle indicazioni, vendendo in toto o in parte gli immobili. Nei mesi scorsi la Loggia ha incontrato più volte i funzionari della divisione immobiliare della Cassa depositi e prestiti e alla fine negli uffici comunali è stato ritenuto interessante «attivare una collaborazione finalizzata all'individuazione di cespiti del patrimonio comunale da sottoporre a processi di valutazione e valorizzazione». Lunedì l'assessore al Patrimonio Silvano Pedretti (nella foto) ha portato in giunta una comunicazione con la quale si è deciso di creare un comitato interassessorile (coinvolti anche Vilardi, Bianchini e Labolani). Per ora è stato individuato un primo elenco di beni, da sottoporre alla società controllata dal Tesoro. Una manciata di immobili, alcuni di particolare pregio, come palazzo Avogadro, il Mercato dei Grani, la Crocera di San Luca, l'ex Tribunale ma anche la palazzina padronale della cascina Maggia. Se si deciderà di proseguire, dovrà essere sottoscritto un protocollo d'intesa tra Loggia e Cassa depositi e prestiti; nella prima fase andranno individuati «gli obiettivi della valorizzazione e individuati i beni da sottoporre a studio», scegliendo nella rosa indicata dal Comune, anche in base ad opportune indagini di mercato. L'assistenza della Cassa potrà essere preziosa anche per definire la migliore destinazione d'uso e sciogliere in anticipo nodi urbanistici e amministrativi. Ma la scelta alla fine sarà politica: vendere o non vendere? Il sindaco Paroli ha già detto che non intende alienare il Mercato dei Grani o l'ex Tribunale. Ma i conti degli enti locali, si sa, sono in grave sofferenza. E alla fine, se il progetto della Cassa dovesse essere interessante, non è detto che qualcosa non venga messo a gara. Anche perché la stessa Cassa, tramite il proprio Fondo, parteciperebbe all'operazione. Una «garanzia di collocabilità» che di questi tempi potrebbe rivelarsi preziosa.