Critiche al ministro della Cultura francese: conti di più la bravura PARIGI Il direttore del Louvre è più importante di un ministro, si dice a Parigi, e per questo a qualche giorno dalla nomina le polemiche sono inevitabili. C'è una persona che sembra favorita, arriva dal museo delle Belle arti di Lione, ha 53 anni e una grande esperienza. Ma è una donna, e un simile dettaglio sul curriculum non è ancora irrilevante. Sylvie Ramond è la preferita del ministro della Cultura, Aurélie Filippetti. Perché è la più brava di tutti, o perché è solamente brava e donna? Da quando è entrata al governo, quasi un anno fa, la giovane (39 anni) ministra Filippetti ha più volte ricordato la volontà di aumentare la presenza femminile nei posti di responsabilità, in particolare nel mondo della cultura. «Ci sono troppe donne in gamba nei livelli inferiori dell'amministrazione e troppi uomini al comando sostiene Filippetti , il governo agirà per ridurre questa disparità». Una sorta di implicita politica delle quote rosa, che come sempre in questi casi porta con sé l'effetto secondario di gettare un'ombra anche sulla migliore delle candidate. «La ministra della Cultura voleva sin dall'inizio nominare una direttrice scrive Didier Rykner sulla Tribune de l'Art e questo sistema di procedere ha qualcosa di perfettamente sessista e al limite della legalità. Tanto valeva allora non accettare le candidature maschili». E su Libération, nel dare conto delle proteste per la scarsa trasparenza della selezione, il critico d'arte Vincent Noce sottolinea che la favorita Sylvie Ramond non padroneggia la lingua inglese, lacuna grave per chi dovrà gestire l'apertura, negli Emirati Arabi Uniti, del Louvre Abu Dhabi nel 2016. Ad annunciare la decisione sarà François Hollande, nei Consigli dei ministri del 3 o del 10 aprile, o più probabilmente il giorno 9, quando il presidente della Repubblica interverrà al Louvre per la cerimonia di addio al grande direttore uscente, Henri Loyrette. Parte delle difficoltà nel trovare un successore derivano dal bilancio degli ultimi 12 anni, durante i quali Loyrette ha ottenuto una serie impressionante di successi. Oggi il Louvre è il più grande museo del mondo, il più visitato con quasi 10 milioni di ingressi nel 2012 (davanti al Metropolitan di New York e al British Museum), raddoppiati rispetto al 2000. Il 65 dei visitatori sono stranieri: cinesi, americani e brasiliani, davanti a italiani e tedeschi. All'inizio dell'era Loyrette, il Louvre dipendeva per il 75 dai finanziamenti dallo Stato, che oggi si fermano al 48 perché il direttore è riuscito a potenziare le risorse proprie (biglietti e prestiti delle opere) e le donazioni dei mecenati. In questi 12 anni il Louvre si è aperto all'esterno, inaugurando la filiale di Lens e siglando l'accordo con Abu Dhabi (400 milioni di euro in cambio dell'utilizzo del nome «Louvre» per trent'anni); nel settembre scorso il museo si è arricchito del Dipartimento di Arti islamiche, progettato dall'architetto italiano Mario Bellini con il collega francese Rudy Ricciotti. «Si annoierà, non c'è più niente da fare», disse il predecessore Pierre Rosenberg a Loyrette, il giorno del passaggio delle consegne: quanto si sbagliava. Il direttore uscente è rimasto in carica per quattro mandati, e avrebbe senz'altro ottenuto anche il quinto ma prima di Natale si è tirato indietro «Non voglio stancarmi e non voglio stancare» , aprendo la gara per la successione. Il nuovo capo avrà soprattutto il compito di rafforzare le conquiste passate: «L'espansione per il momento è finita, ora bisogna consolidare», dice Filippetti. Degli otto pretendenti alla guida di un'impresa che conta 2.300 dipendenti, nella lista presentata dalla ministra al presidente Hollande ne restano solo due: Sylvie Ramond, come si diceva, molto apprezzata ma legata al XX secolo quando il Louvre è soprattutto arte classica, e il candidato interno Jean-Luc Martinez, 49 anni, capo del dipartimento delle antichità greche e romane. L'outsider potrebbe essere Laurent Le Bon, direttore del Centre Pompidou - Metz, che però riconosce già «le autorità hanno altre preferenze». «Avremo raggiunto la parità quando una donna incompetente soffierà un posto importante a un uomo», diceva la grande giornalista e scrittrice Françoise Giroud. Se vincerà Sylvie Ramond, sarà la prima donna direttrice nella storia del Louvre: non è affatto incompetente, ma molti lo sospettano. La parità, comunque vada, è ancora lontana.