ROMA Due distinti provvedimenti legislativi fatti su misura per diventare un corpo unico azionando la leva parlamentare. Mantiene questa fisionomia il piano per la competitività anche dopo le numerose modifiche apportate dal Consiglio dei ministri nel varare il decreto legge e il disegno di legge. Prime fra tutte quelle riguardanti il capitolo degli incentivi e delle risorse per lo sviluppo e quello della riforma delle libere professioni. Nel primo caso è stato ridimensionato, rispetto alle bozze dei giorni scorsi, il ruolo di Sviluppo Italia mentre è stato confermato il premio di concentrazione per le piccole e medie imprese sotto forma di credito d'imposta del 30 per cento. Per le professioni il pacchetto inserito nel DL si è leggermente arricchito. Esempi emblematici dell'operazione in due fasi sono la riforma del diritto fallimentare, rimasta immutata rispetto alla bozza d'ingresso (si veda 11 Sole 24 Ore di ieri), e il piano di semplificazioni. Che riserva però una sorpresa: il silenzio-assenso viene dirottato dal DL al disegno di legge . Le misure sulla Denuncia di inizio attività (termine di riferimento 30 giorni), restano nel decreto ma non si applicheranno ai Beni culturali e paesaggistici (soddisfatto il ministro Giuliano Urbani, anche il ministro Mario Baccini parla di «svolta epocale»). Il collegamento tra decreto e Ddl è più sfumato nel caso della gestione delle risorse per lo sviluppo (Sud compreso). Confermata la riforma degli incentivi. Oltre al premio di concentrazione per le Pmi, il DL sancisce poi l'abolizione dell'Ici sui capannoni industriali (abrograzione della norma della Finanziaria 2O05 che stabiliva il valore catastale anche dei «fabbricati mobili», come turbine elettriche e ponti mobìli). Previsto poi l'irrobustimento del Fondo per le aziende in crisi (100 milioni), da cui pere non attingerà direttamente risorse Sviluppo Italia. Resterà infatti il Cipe a ricoprire il ruolo principale attraverso il Comitato per lo sviluppo (erogazione dei fondi) e il Comitato pei l'attrazione degli investimenti entro cui opererà Sviluppo Italia. Sempre il decreto prevede la destinazione di almeno il 30 del Fondo rotativo di sostegno alle imprese ad attività e progetti strategici di ricerca. Nel Dd] invece trovano posto, come già noto, le agevolazioni (aumento della deducibilità Irap), per i neo-assunti al Sud. Quanto alle professioni, inizia a delinearsi un sistema di "accreditamento" dei professionisti diverso dadi Ordini. Dopo un duro braccio di ferro il ministro della Giustizia Roberto Castelli, appoggiato dai ministri di An, è riuscito a inserire il testo approvato nei giorni scorsi dai "saggi" (il Guardasigilli, il sottosegretario Michele Vietti e il vice presidente vicario di An, Ignazio La Russa). Per altro, sul testo si è registrata la convergenza delle varie componenti professionali, dagli Ordini alle associazioni "emergenti". Grazie al decreto sarà dunque possibile il riconoscimento delle Associazioni di professionisti che non esercitano attività regolamentate e tipiche svolte dagli iscritti agli Ordini (si veda la scheda). «Le misure del decreto legge ha detto Castelli mettono le premesse per una disciplina più organica da inserire nel corso della conversione. Abbiamo il tempo a disposizione per trovare un accordo sulle norme che facilitino la competitività anche nelle professioni». Le società, in particolare quelle di capitali con soci non professionisti, continuano a essere il punto più delicato. MARIA CARLA DE CESARI MARCO ROGARI
II silenzio assenso finisce nel disegno di legge
Il governo ha approvato un decreto legge e un disegno di legge per promuovere la competitività e lo sviluppo economico. Il decreto legge include misure per incentivare le piccole e medie imprese, come il premio di concentrazione del 30% per le PMI, e la riforma del diritto fallimentare. Il disegno di legge introduce un sistema di "accreditamento" per le professioni, che consente il riconoscimento di associazioni di professionisti che non esercitano attività regolamentate. Il governo ha anche abolito l'Ici sui capannoni industriali e ha aumentato il Fondo per le aziende in crisi. Le misure sono state approvate con la leva parlamentare e confermano la fisionomia del piano per la competitività.
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