Il caso Le sale con il tesoro riaperte a novembre. La Veneranda Fabbrica: tutta la cattedrale tornerà al suo splendore LA FINE del restauro. Ma anche un nuovo museo come primo passo e l'intera digitalizzazione dell'archivio della Fabbrica. L'Expo è un traguardo anche per il Duomo. E l'obiettivo è allargare i confini, rendere fruibili i tesori più nascosti anche da lontano, attraverso la rete. «Entro due anni ha spiegato Gianantonio Borgonovo, arciprete del Duomo l'archivio sarà interamente digitalizzato ». Dalla prima pergamena della basilica di Santa Tecla del 1145 fino a oggi, tutti i documenti più importanti che raccontano la storia della costruzione della cattedrale saranno accessibili attraverso il Web: oltre 14mila cartelle, 40mila immagini, 5 mila disegni. «Vorrei agganciare a questo nodo culturale gli utenti di tutto il mondo e ritrovare così qualcosa che avevamo perso», prosegue Borgonovo. Un modo per dire che il Duomo non dovrà essere solo la casa dei milanesi («El noster Domm è la cà de Milan», ha esordito l'arciprete), ma anche la casa di tutti i turisti che visiteranno Milano. Il primo passo sarà l'apertura dei quasi mille metri lineari di archivio, ora in fase di riallestimento, al pubblico. Un'inaugurazione che dovrebbe coincidere con l'apertura del nuovo museo, attesa per il 4 novembre: duemila metri quadri di spazio espositivo, ventisette sale dove troverà accoglienza anche il tesoro del Duomo, tredici aree tematiche. Per una spesa prevista di oltre 12milioni di euro. «Vi si potrà accedere direttamente dalla cattedrale ha spiegato il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris è un patrimonio, finora inaccessibile, che servirà ad avvicinarci di più alla storia della città». In mostra, i tesori della cattedrale dall'epoca paleocristiana, i gioielli, le statue, i bassorilievi, gli arazzi, i personaggi e le decorazioni rimosse nel corso dei secoli dalle guglie per essere sostituite, ma anche bozzetti, modelli in legno, vetrate, lungo un percorso visivo e interattivo. L'occasione per parlare del futuro del Duomo è stata la presentazione all'Urban Center della mostra "Cronaca di un cantiere: i grandi lavori della Fabbrica", aperta fino al 15 aprile. Il presidente della Fabbrica, Angelo Caloia, ha ribadito la fine del restauro entro il 2015. Ma ha rilanciato l'allarme fondi: «Per portare a termine i lavori servono 30miloni di euro in tre anni ha detto . Di questi, 13-14 sono già stati recuperati grazie a enti locali, contributi nazionali e raccolte private. Ma bisogna tenere presente il Duomo costa 16milioni di euro all'anno, di cui nove di manutenzione ordinaria».