Ancora troppi ritardi, la professoressa Enza Cilia fa pressing sull'assessore alle Finanze La situazione di musei e siti archeologici siciliani in prossimità della Pasqua, prima prova verso l'estate Comincia il turismo pasquale e anche i musei e i siti archeologici si preparano a sostenere l'assalto dei visitatori. Abbiamo tante meraviglie da mostrare, ma non stiamo proprio bene, come dimostra il caso del Mandralisca di Cefalù sull'orlo della chiusura e con il personale che da mesi lavora senza stipendio. Se i tanti siciliani che non hanno ancora visto il sorriso di un ignoto marinaio di Antonello da Messina andassero al Mandralisca magari potremmo salvare il museo con i soli biglietti d'ingresso. La prof. Enza Cilia, capo della segreteria dell'assessore ai Beni culturali Antonino Zichichi, sta facendo pressing sull'assessore alle Finanze Luca Bianchi «non solo per salvare i nostri istituti, ma anche per preparare un calendario di eventi». Speriamo abbia fortuna. Ci sono prospettive di tutto esaurito in molte città siciliane perché pochissimi rischiano di andare in Egitto, in Tunisia e ovviamente in Libia. Anche l'Algeria ha dei problemi nella sua zona sahariana. Di conseguenza gli italiani restano all'80 entro i confini nazionali e molti scelgono la Sicilia per visitare i centri barocchi e anche per fare il primo bagno di mare. Il brand Sicilia tira anche nel resto d'Europa e nel mondo. Ad attirare i turisti non soltanto spiagge, sole e ottima cucina mediterranea, ma anche i siti archeologici e i musei. Ma siamo pronti a sostenere l'impatto del turismo pasquale? Non proprio, perché ci sono molte cose in ritardo. Ad esempio, ancora non s'è fatto il ticket che consente di recarsi con lo stesso biglietto sia a Piazza Armerina per vedere lo splendore dei mosaici della villa romana del Casale e sia ad Aidone il cui museo ospita la dea di Morgantina rientrata dopo venti anni di «prigionia» dal Paul Getty museum di Los Angeles, gli acroliti di marmo di Demetra e Persefone e il tesoro di 15 pezzi d'argento. Forse questo mancato accordo dipende dal fatto che a Piazza Armerina ci saranno le amministrative e tutto l'interesse è concentrato sul voto di giugno. Quanto ad Aidone c'è ancora da risolvere l'ostacolo della salita troppo ripida per andare al museo dove i pullman gran turismo non possono arrivare: pare che mettere un pullmino per portare i turisti, facendo la spola, sia impresa troppo difficoltosa. Ritardi anche al museo «Paolo Orsi» di Siracusa perché sono stati assegnati dei fondi per ristrutturare le vetrine e la parte esterna, ma i soldi non sono ancora arrivati e quindi, ad andar bene, se ne parlerà dopo Pasqua perdendo un'occasione. Il fatto è che i funzionari dell'assessorato e chi ha la borsa della spesa pensa che Pasqua, durando una settimana, non sia importante al confronto con l'estate che dura quattro mesi. Pasqua è solo un aperitivo. Il «Paolo Orsi» ha prestato al Paul Getty tre statue, un torso di Lentini e due di epoca romana, oltre a numerose monete. Questo prestito sarà poi «girato» per qualche mese al museo di Cleveland: fa parte dell'accordo fatto dall'allora ministro ai Beni culturali Rutelli con i responsabili del Getty, pur di avere la grande statua della dea di Morgantina. Ma a Siracusa si chiedono: «Perché dobbiamo dare questi reperti ai musei americani che a Siracusa non hanno dato nulla? La dea di Morgantina l'hanno restituita ad Aidone, non a noi». Il museo nazionale di Agrigento con i suoi 80 mila ingressi l'anno è il più visitato in Sicilia e tra i primi cinque del Mezzogiorno. Ricordo che ebbi l'occasione di visitarlo nel 1973 accodandomi al ministro della guerra di Israele, Moshe Dayan, il generale guercio trionfatore della guerra dei Sei giorni. Dentro c'è l'Efebo di marmo, importantissimi vasi greci, compreso quello famoso dei Niobiti, e oltrettutto a giganteggiare ci sono un Telamone intero (colonna del tempio di Zeus) e altri due Telamoni spezzati. I curiosi volendo possono anche chiedere di vedere il «tesoro della signora», ritrovato a Licata dentro la tomba di una qualche principessa del IV secolo a. C., la quale s'era portata dietro un bel mucchietto di monete d'oro. Abbiamo un patrimonio invidiabile, ma soggetto a crisi, ritardi e ladrocinii. Ad esempio c'è in corso un'indagine giudiziaria perché sarebbero spariti decine di milioni di incassi dei musei e dei teatri antichi percepiti dalla società «Nuova musa» presieduta da Mercadante. Dobbiamo guardarci anche da queste trappole. Quindi in parte l'inchiesta sull'ammanco considerevole, in parte la rotazione del personale disposto dal presidente Crocetta, in parte i ritardi per carenze decisionali e in parte la mancata presenza alle Borse internazionali del turismo, non riusciamo a sfruttare a dovere i nostri beni culturali, nonostante i progetti planetari dell'archimedeo assessore Zichichi. 27032013
SICILIA - Cerchiamo di salvare il salvabile
La professoressa Enza Cilia sta facendo pressing sull'assessore alle Finanze Luca Bianchi per salvare i musei e i siti archeologici siciliani in prossimità della Pasqua. La situazione è critica, con molti ritardi e problemi di personale. Il Mandralisca di Cefalù è sull'orlo della chiusura e il personale lavora senza stipendio. La professoressa Cilia vuole preparare un calendario di eventi per sostenere l'impatto del turismo pasquale. Tuttavia, ci sono molti problemi, come la mancanza di un ticket unico per visitare i musei e i siti archeologici, e la difficoltà di raggiungere il museo di Aidone a causa della salita ripida.
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