Fuoco di fila in Consiglio sulla soluzione per il «buco» VENEZIA - L'obiettivo è intervenire e farlo in fretta. Per dare un nuovo volto al Lido di Venezia, per coprire il buco del Palacinema prima possibile ma anche per dare una risposta alle esigenze della città e della Biennale. Per snellire i tempi e le procedure, ormai urgenti, della rinascita ieri il Consiglio comunale di Venezia ha votato l'individuazione, in quegli spazi, della zona di degrado. Un atto amministrativo, passato con 23 voti favorevoli, 2 contrari, 7 astensioni e 2 non votanti che, di fatto, che velocizza le procedure del recupero. «Dobbiamo avviare un piano di recupero della zona - ha detto l'assessore all'urbanistica Ezio Micelli - non possiamo più attendere, dobbiamo cambiare le cose al più presto, quella del Lido è una ferita dolorosa che va ricucita, anche sentendo in modo attivo, i punti di vista delle associazioni del territorio». Un primo passo atteso da tempo e che, però, ha aperto scenari di grande malumore in Consiglio. «Ci troviamo in questa situazione per colpa della Giunta - ha detto Michele Zuin, capogruppo del Pdl - oltre alla delibera che trasforma quella zona in zona di degrado cosa c'è? Nulla. Manca totalmente un progetto reale, una soluzione possibile, anche solo ipotizzata. Si continuano a spostare avanti le cose, passano gli anni e il buco rimane, è inaccettabile». Al voto, i consiglieri del Pdl, si sono espressi dunque tutti contro. Lo stesso ha fatto Renato Boraso de «Impegno per Venezia e Mestre»: «Ci vorrebbe una commissione d'inchiesta per capire quello che è successo al Lido in questi anni - ha detto il consigliere - lo scandalo più grande è che prima dell'inizio dei lavori sono stati fatti 22 carotaggi dalla ditta più 8 dal Comune e nessuno ha trovato l'amianto, apparso, improvvisamente soltanto dopo». Le perplessità non sono mancate nemmeno nella maggioranza. «L'insostenibile leggerezza del buco del palazzo del cinema. Io non voto. Consiglio Comunale di Venezia» scriveva su facebook dai banchi del Consiglio Camilla Seibezzi di «In comune». «Mi sembra un progetto propedeutico - ha detto Simone Venturini, consigliere comunale dell'Udc - utile, ma comunque propedeutico, forse ad oggi dovremmo già essere arrivati più in là». «Chi deve dire cosa bisogna fare e quando se non la Giunta? - ha sollevato Ennio Fortuna, dell'Udc - io non voterò». «Voterò contro - ha detto invece Gianluigi Placella, del Movimento 5 stelle - la definizione di zona di degrado non è sufficiente, dovrebbe esserci un progetto già esistente». Alla fine, però, con il voto di maggioranza la delibera urbanistica è passata. «Questa delibera permette di avere sulla zona un'ottica diversa - dice Giampietro Capogrosso del Pd - anziché un singolo edificio si potrà ripensare un'opera pubblica più ampia». «Il voto di oggi è l'inizio della svolta - ha aggiunto Beppe Caccia di In comune - un atto più che necessario per rispondere allo scandalo del buco e per sancire la fine della disastrosa stagione del commissariamento del Lido». Gli interventi si muoveranno sui tre fronti aperti: Palacinema, PalaGalileo e Palazzo del Casinò. «Ogni anno prima della Mostra del cinema spendiamo soldi per la riqualificazione di quegli edifici - ha detto Ezio Micelli - è il momento di avere un progetto più ampio, che inserisca la spesa in una cornice diversa. Come completare la cittadella? La finalità è che sia funzionale allo scopo e il punto fermo è che si ripartirà dall'esistente».