Il vicesindaco Sodano: malati, li abbattiamo per sicurezza Trentuno alberi da abbattere. Da domani nella Villa comunale di Napoli inizieranno gli interventi per eliminare lecci, pini e querce. Una decisione che il Comune di Napoli definisce inevitabile. Gli alberi sono troppo malati o, comunque, pericolosi perché instabili. E, dunque, ad un soffio di vento più forte potrebbero andar giù. Sulla questione è intervenuto il vicesindaco Tommaso Sodano. «E' sempre una sofferenza abbattere degli alberi». Sodano ha garantito che «saranno ripiantati all'interno del percorso di riqualificazione della Villa comunale». NAPOLI Trentuno. Trentuno alberi da abbattere. Palme, querce e pini che a partire da domani andranno giù come birilli. Entro i primi giorni di aprile la Villa comunale di Napoli cambierà una volta in più volto. Perderà un bel po' di arbusti alcuni anche storici e assumerà un po' di più il profilo di un parco spoglio, senza identità, con un numero sempre più esiguo di alberi con una storia alle spalle. Un'ombra di quella che era la reale passeggiata Borbonica, ormai ridotta ad un trionfo di tufo sollevato dal vento in nugoli di polvere che rendono difficile finanche respirare. Costellata da una serie di avvallamenti e dislivelli che, quando piove, si riempiono di acqua e formano pozzanghere che senza soluzione di continuità caratterizzano il sito da piazza Vittoria fino a piazza della Repubblica. La Cassa armonica è ancora senza il suo «cappello» smontato in occasione dell'America's Cup 2012 e resta inagibile. In compenso l'intero complesso è «sventrato» da lavori particolarmente invasivi, dalla presenza dei cantieri della metropolitana e da cantieri che occupano una buona parte del complesso cui si aggiungeranno a partire da domani e per circa otto giorni lavorativi gli interventi di abbattimento di palme, querce e pini. Il provvedimento, spiega una nota, «si è reso necessario al fine della messa in sicurezza dei luoghi e a causa delle precarie condizioni statico-vegetative delle alberature». Le operazioni di abbattimento, che sono state oggetto di autorizzazione paesaggistica e storica, verranno effettuate dal servizio Qualità dello Spazio Urbano del Comune di Napoli. Sulla questione dopo le inevitabili polemiche che hanno seguito l'annuncio è intervenuto anche il vicesindaco Tommaso Sodano. «E' sempre una sofferenza abbattere degli alberi, che rappresentano un bene prezioso, ma l'età e la presenza di patologie, verificatesi negli anni passati, ci costringono. Per questioni di sicurezza». Sodano ha garantito «che gli alberi saranno ripiantati all'interno del percorso di riqualificazione della Villa comunale, che è legato alla presenza del cantiere della metropolitana». I trentuno alberi da abbattere sono «tra quelli per i quali non è più possibile effettuare ulteriori interventi di potatura di contenimento, insieme con altri che presentavano criticità statiche tali che, sotto l'azione di forti venti, rischiano di rovinare al suolo». Dalle tipologie delle affezioni riscontrate per le piante da abbattere «si escludono elementi diversi dalle normali fisiopatie già riscontrate nel tempo spiega Sodano . Dunque si tratta di abbattimenti dovuti a patologie connesse all'età delle piante, oppure a massicci attacchi degli insetti xilofagi avvenuti in passato». Dunque alberi troppo vecchi magari anche storici e comunque poco stabili. Si poteva evitare l'abbattimento? Intervenire sulle piante malate curandole? O ancorare le altre con dei tiranti per evitare che finiscano al suolo come è accaduto ad una palma che si è abbattuta sulla pista di pattinaggio questo inverno, solo per caso non finendo su qualche bambino? La risposta del Comune è no. I numerosi sopralluoghi hanno verificato le «condizioni statico vegetative e sanitarie di tutti gli alberi, con particolare riferimento a lecci e palme. Si è potuto constatare, poi, il progressivo peggioramento delle condizioni vegetative delle querce che costituiscono un gruppo di piante in esaurimento vegetativo più o meno avanzato. Le stesse, per ragioni di sicurezza, furono sottoposte ad interventi cesori, a partire dagli anni '90, per eliminare le parti più compromesse» si legge nella relazione. Ma di cosa soffrono le querce, che pure sono alberi che possono sfidare il tempo? Presentano «ampie carie basali, vistosi segni di attacchi d'insetti xilofagi a carico delle branche principali e secondarie che hanno provocato il disseccamento dell'intero albero». La documentazione tecnica, acquisito il parere favorevole della Commissione edilizia integrata, è stata trasmessa alla Soprintendenza che ha rilasciato l'autorizzazione all'abbattimento.
Napoli. Villa comunale, giù 31 alberi
Il Comune di Napoli ha deciso di abbattere 31 alberi nella Villa comunale di Napoli, tra palme, querce e pini, a causa delle precarie condizioni statico-vegetative delle alberature. La decisione è stata presa per garantire la sicurezza dei luoghi e a causa delle patologie che affliggono gli alberi. Il vicesindaco Tommaso Sodano ha garantito che gli alberi saranno ripiantati all'interno del percorso di riqualificazione della Villa comunale. Le operazioni di abbattimento saranno effettuate dal servizio Qualità dello Spazio Urbano del Comune di Napoli. Le querce, in particolare, presentano ampie carie basali e segni di attacchi d'insetti xilofagi, rendendole instabili.
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