«Casa Suardi deve essere stralciata dall'elenco dai beni in vendita del Comune di Bergamo». Il centrosinistra non perde tempo e ieri ha presentato un ordine del giorno urgente perché «alle promesse spiega la proponente, Nadia Ghisalberti della Lista Bruni seguano le azioni». Riferimento al fatto che il regista Ermanno Olmi ha accettato di presiedere il Comitato per la candidatura di Bergamo a Capitale della cultura 2019 solo se Palafrizzoni non venderà lo storico immobile affacciato su Piazza Vecchia, finito nel 2011 fra i beni da alienare. Ora le opposizioni chiedendo di tracciare una riga sulla vendita e, anzi, di trovare una nuova funzione per l'immobile che oggi è vuoto dopo il trasloco dell'Università. Il sindaco Franco Tentorio replica: «Lo stralcio dall'elenco non serve. Ho dato la mia parola: nel 2013 Casa Suardi non si venderà e nemmeno nel 2014 (in primavera ci saranno le amministrative, ndr) fino a che sarò sindaco io». Poi? «Poi ci penserà chi amministrerà la città». Una delle ipotesi avanzata dallo stesso primo cittadino per valorizzare Casa Suardi, in alternativa alla vendita a privati, era il conferimento del palazzo (vale 8-10 milioni) nel fondo immobiliare che nel 2012 il Comune ha annunciato di voler studiare e costituire per agevolare il rilancio del patrimonio. Un fondo su cui, oggi, resta nebbia fitta. Nel frattempo però il bilancio 2013 inizia il suo percorso, e l'amministrazione seguirà altre strade per avere liquidità: la previsione della vendita dell'area Europan (6,7 milioni) e di nuovo le azioni di A2A, su piatto fino a 20 milioni di euro. Il fondo si collega al bilancio perché, se attivato con formule già avviate in altre città, permetterebbe il conferimento di immobili pubblici (per oltre 20 milioni, la cui guida resterebbe in capo al Comune) con la cessione di parte di azioni a privati, elemento che garantirebbe fondi all'amministrazione proprio per provvedere al rilancio e successivamente la distribuzione degli utili. Il sindaco ricorda che «esiste uno studio di fattibilità, ma l'operazione va analizzata in modo approfondito. La scelta definitiva non è stata fatta, ci stiamo lavorando». Il meccanismo è complesso e delicato, gli esami preliminari è però un'indiscrezione non avrebbero dato risultati soddisfacenti. Si va verso la fumata nera. E Casa Suardi al momento resta dove è. Un passo indietro. Bergamo è una città ricca di gioielli. Alcuni di questi, prima fra tutti l'Accademia Carrara che giunge ora alla conclusione del cantiere edile, sono sottoposti a restauri che ridaranno loro lustro. Altri hanno un futuro incerto. Palazzi come Casa Suardi, che il Comune alle prese con difficoltà di bilancio (il patto di stabilità frena gli investimenti e nel 2013 si calcolano circa 6 milioni di tagli ai trasferimenti statali), punta (anzi, puntava) a vendere per riportare ossigeno alle casse e realizzare opere pubbliche. Una scelta che ha fatto esplodere il dibattito su cosa sia sacrificabile e cosa no sull'altare delle economie amministrative. Ora, rispetto alla decisione, si è registrata la marcia indietro: il regista Ermanno Olmi, Leone d'oro alla carriera, ha accettato di presiedere il comitato per la candidatura di Bergamo 2019, come proposto dal Comune, solo a una condizione: «Il palazzo ha detto il maestro resti di pubblica proprietà». Il sindaco ha confermato: «Finché sarò io alla giuda del Comune, non si venderà». Ma Casa Suardi resta tutt'ora nell'elenco dei beni «da alienare e valorizzare», e l'amministrazione non aveva escluso cessioni «ferma restando la funzione pubblica dell'immobile». Dettagli? Burocrazia? Olmi, all'atto di accettare formalmente l'incarico, ha tagliato corto con semplicità: «Se i patti non saranno mantenuti, non riterrò Bergamo papabile di candidarsi a quel titolo». Parole pronunciate venerdì, ieri l'opposizione (il testo è firmato da Lista Bruni, Pd, Idv, Udc, Verdi) ha preparato un ordine del giorno per il Consiglio e un comunicato per i media: «C'è soddisfazione scrivono i capigruppo per la promessa, fatta pubblicamente dal sindaco in risposta all'appello di Olmi lo scorso febbraio, di mantenere pubblica la proprietà di Casa Suardi. Ora chiediamo che alle buone intenzioni manifestate seguano idonei atti amministrativi». Ovvero: «L'immobile venga al più presto stralciato dalla lista dei beni alineabili. Abbiamo l'onore di poter contare su una personalità come quella di Olmi per la carica di presidente onorario della candidatura di Bergamo, dobbiamo dargli subito la certezza di mantener fede agli impegni presi». Il testo presentato impegna l'amministrazione proprio su questo. Con un altro capitolo all'orizzonte: «Dobbiamo trovare una destinazione per valorizzare il palazzo». Anche se non sarà semplice: un restauro base di Casa Suardi, con l'abbattimento delle barriere architettoniche e il rifacimento degli impianti, costa oltre due milioni.
Bergamo. Adesso Casa Suardi esca dall'elenco delle vendite
Il Comune di Bergamo deve decidere se vendere Casa Suardi, storico palazzo affacciato su Piazza Vecchia. Il sindaco Franco Tentorio ha promesso di non vendere l'immobile, ma il Comune è alle prese con difficoltà di bilancio. Il regista Ermanno Olmi ha accettato di presiedere il comitato per la candidatura di Bergamo 2019 solo se il palazzo rimane di pubblica proprietà. L'amministrazione ha presentato un ordine del giorno per stralciare Casa Suardi dall'elenco dei beni in vendita. Le opposizioni chiedono di tracciare una riga sulla vendita e di trovare una nuova funzione per l'immobile. Il sindaco replica che lo stralcio non serve e che la scelta definitiva non è stata fatta.
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