Gli appelli. Ieri è arrivata la solidarietà del vescovo. Raccolta di firme. Si spera in una soluzione Cefalù. Potrebbe non sorridere più ai tanti visitatori il Ritratto d'uomo dell'Antonello da Messina, più noto nel romanzo di Vincenzo Consolo come "Il sorriso dell'Ignoto Marinaio", custodito al piano nobile del Museo Mandralisca di Cefalù. Il Museo è, oggi, a rischio chiusura dopo il taglio del finanziamento regionale, arrivato con l'abolizione della Tabella H. Il personale non prende più lo stipendio da 10 mesi. «L'ultima busta paga - ci dice Marcello Guglielmo, impiegato da 15 anni della Fondazione - risale a giugno 2012. La situazione comincia ad essere pesante. Siamo abituati a ritardi, ma mai così». Eppure Marcello con i suoi colleghi, tutti i giorni con responsabilità, continua a tenere aperte le porte del museo e ad accogliere i visitatori che, con la crisi del turismo, si sono assottigliati riducendo gli incassi. «Ci siamo dati un tempo limite - aggiunge Vincenzo Cirincione, da 20 anni al Mandralisca - Confidiamo che con l'approvazione del bilancio regionale arrivino i fondi. Sino a quella data staremo in servizio poi si vedrà». I finanziamenti per il Mandralisca di Cefalù arrivavano per 220 mila euro dalla Tabella H, ridotti a 142mila euro nel 2012, da una convenzione con il Comune di Cefalù di 45mila euro, e da incassi di biglietteria per 70mila euro. Conti alla mano, la Regione non ha ancora erogato i 142mila euro del 2012, anche se il presidente Angelo Piscitello ha avuto «delle rassicurazioni che l'accredito delle somme avverrà a giorni». Il Comune di Cefalù, in grave crisi finanziaria, ha erogato solo 12.500 euro del 2011 e probabilmente, per una mancata iscrizione in bilancio, non sborserà i restanti 32.500 euro ne tantomeno ha sottoscritto la convenzione per il 2012. Basta citare il solo costo del personale di 277mila euro per 10 unità tempo indeterminato, senza addentrarsi nelle spese varie di manutenzione e gestione, per rendersi conto della situazione economica della Fondazione. In una recente relazione esposta da Piscitello, alla Commissione Bilancio dell'Ars, è stato evidenziato che il «museo per sopravvivere, ha necessità di un contributo regionale a regime di almeno 300 mila euro. E, per l'anno 2013 sarebbe addirittura necessario un contributo una tantum di almeno altri 150 mila euro, per rimediare al deficit cagionato dalla riduzione del contributo del 2012». Piscitello che nel dopo "tabella H", «si faccia una selezione seria dando i contributi solo a quelle realtà che hanno una funzione importante» e «se non arriverà il contributo pubblico - chiosa il presidente - il museo chiude e la Fondazione si scioglie». Al Mandralisca vi lavorano anche 8 Asu (ex Lsu) il cui contratto decade con la chiusura del Museo. «Sono preoccupata - afferma Giusi Garbo, uno degli otto lavoratori Asu (ex lsu), non sappiamo quale e dove sarà il nostro futuro. Tra noi ci colleghi che con appena 600 euro portano avanti la famiglia». Intanto tutta la città si è mobilitata per scongiurare questa ipotesi. Su internet è apparsa una petizione online sul sito www. change. orgit, mentre, nel centro storico dei volontari con dei banchetti raccolgono le firme. Nello scorso weekend in mille hanno detto no alla chiusura del museo. Ma anche le istituzioni locali fanno sentire la loro voce. Il sindaco Rosario Lapunzina si è detto «indignato per una situazione che mortifica non solo la città ma ciò che la fondazione Mandralisca rappresenta nell'ambito del patrimonio culturale mondiale. Evitare la chiusura del Mandralisca - non è soltanto un obbligo ma, anche, un imperativo morale». Lapunzina si farà promotore di un incontro con l'assessore regionale alla cultura. Ieri, è arrivata anche la telefonata di solidarietà del vescovo Vincenzo Manzella ai lavoratori che con una lettera di Sandro Varzi, fotografo e collezionista, «avevano rappresentato la situazione disperata che stavano vivendo insieme alla famiglia». L'alto prelato non si è tirato indietro ed ha risposto all'appello degli impiegati. Così pure la presa di posizione del presidente dell'Ente parco delle Madonie Angelo Pizzuto. «Bisogna trovare immediatamente delle soluzioni - ha detto per scongiurare tale sciagurata ipotesi. Il Mandralisca oltre ad essere un dei più prestigiosi presidi museali siciliani è il simbolo principale della cultura madonita». Il Mandralisca se noto, nel mondo per l'Antonello, ospita diverse opere d'arte di inestimabile valore come il cratere del venditore di tonno" del IV sec. a. C., una collezione numismatica, la pinacoteca, la biblioteca con pezzi del 400. Per ultimi la Vanitas attribuita recentemente da Vittorio Sgarbi al Caroselli, e il ritrovato, nei magazzini del museo "San Giovani Battista" di Sogliani. 26032013
SICILIA - Cefalù si mobilita per difendere il "Mandralisca"
Il Museo Mandralisca di Cefalù, che custodisce il Ritratto d'uomo dell'Antonello da Messina, è a rischio chiusura a causa del taglio del finanziamento regionale. Il museo non ha ricevuto il contributo di 142mila euro previsto per il 2012 e il personale non prende più lo stipendio da 10 mesi. La situazione è pesante e i lavoratori del museo continuano a tenere aperte le porte e a accogliere i visitatori, anche se con pochi incassi. La Regione non ha ancora erogato i fondi e il Comune di Cefalù ha erogato solo 12.500 euro del 2011.
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