Il governo approva un decreto e un disegno di legge. Ma Bossi vuole i dazi anti-Cina e fa votare contro l'articolo 1 Previsto l'aumento dell'indennità di disoccupazione. Parte l'uso del Tfr per la previdenza integrativa Non servirà più il notaio per la compravendita di auto e moto nuove e usate ROMA Con un parziale no della Lega il governo ha varato l'annunciato pacchetto per la competitività. Il partito di Bossi non è riuscito ad imporre al resto della maggioranza misure stringenti in tema di dazi contro i prodotti cinesi, e ha fatto sapere che proseguirà la propria battaglia in Parlamento. Tra le novità, che si distribuiscono tra un decreto ed un disegno di legge, anche la cancellazione dell'obbligo di rivolgersi a un notaio per l'acquisto di auto sia nuove che usate. Al capitolo lavoro confermati il potenziamento dell'indennità di disoccupazione e lo sblocco del trasferimento del Tfr ai fondi pensione. Approvato dal Consiglio dei ministri il pacchetto competitività. Berlusconi: superate le diverse sensibilità Niente notaio per comprare auto e moto Aumenta l'indennità di disoccupazione, via al Tfr nei fondi pensione di LUCA CIFONI ROMA Qualche novità dell'ultima ora, aggiustamenti importanti come la totale cancellazione dell'obbligo di ricorrere al notaio per i passaggi di proprietà di veicoli, molto lavoro di "taglia e cuci". Alla fine il governo è riuscito a varare il piano per la competitività, articolato come previsto in un decreto e in un disegno di legge. Ma le discussioni si sono concentrate sulle misure che non ci sono, i dazi voluti dalla Lega e rifiutati dal resto della maggioranza. Così ai ministri del Caroccio non è rimasto che votare contro l'articolo 1, quello relativo alla lotta alle contraffazioni, giudicato insufficiente. Per rafforzarlo gli alleati avevano proposto di istituire la figura specifica di un commissario. Idea non gradita ai leghisti, che il commissario lo avrebbero voluto, ma con competenze molto più generali in materia di dazi. Così alla fine non se ne è fatto nulla. La sintesi raggiunta nel lungo Consiglio dei ministri, prolungatosi fino al pomeriggio, è stata presentata dal presidente del Consiglio: «È andato tutto bene - ha fatto notare Berlusconi - abbiamo varato questo piano di azione per lo sviluppo superando tutte le diverse sensibilità dei partiti della maggioranza». Nelle intenzioni dell'esecutivo la divisione tra decreto e disegno di legge non dovrà essere rigida: durante l'iter parlamentare alcuni capitoli, se non proprio tutti, potrebbero essere dirottate verso il vagone legislativo più veloce. Vediamo i punti più importanti del pacchetto. Passaggi di proprietà. Non sarà più necessario rivolgersi ad un notaio per acquistare un'auto o una moto, sia nuova che usata. Con qualche discussione, la norma è quindi passata nella sua versione più estesa. Il risparmio per il consumatore può essere anche di qualche decina di euro. Semplificazioni. Scatteranno subito le nuove norme sulla Dia (dichiarazione di inizio attività), mentre avranno tempi lunghi quelle sul silenzio-assenso e sulla cancellazione delle leggi anteriori al 1970. Nel disegno di legge anche l'obbligo per la pubblica amministrazione di comunicare telematicamente con cittadini e imprese per alcuni adempimenti. Dogane. Più controlli per difendere le imprese nazionali dalle contraffazioni. Imprese e rilancio del turismo. Sono previsti nel decreto i nuovi incentivi al sistema produttivo (non più a fondo perduto), il premio per le piccole e medie imprese che si concentrano (credito d'imposta pari al 30 per cento delle spese sostenute), la creazione da una costola del Cipe di un'agenzia per l'attrazione dei capitali, la trasformazione dell'attuale Enit in Agenzia nazionale per il turismo. Sarà inoltre abbattuta l'Irap per le imprese che assumono. Lavoro. Disponibili le risorse finanziaria per compensare il trasferimento del Tfr nei fondi pensione; verrà potenziata l'indennità di disoccupazione. Diritto fallimentare e professioni. Si tratta di due importanti riforme che però sono state inserite solo parzialmente nel decreto legge. Nel primo caso il riassetto è completato nel disegno di legge, mentre per le professioni si punta ad un intervento successivo. Agricoltura. Confermata la forfettizzazione dell'Iva per il settore: le minori entrate saranno recuperate con l'inasprimento delle accise sugli alcolici, che però scatterà in due tempi. Onlus. Cittadini e imprese potranno dedurre fiscalmente (fino al 10 per cento dell'imponibile) le donazioni in favore delle Onlus e delle associazioni di promozioni sociale iscritte al registro nazionale: una novità molto attesa dal mondo del terzo settore. Tributi locali. Al governo è affidata la delega per il riordino: obiettivo la cancellazione dell'imposta sulla pubblicità, il cui gettito andrà recuperato con altri tributi. Informatica. Sarà resa più facile per le aziende cedere pc ai propri dipendenti, oppure ad associazioni di volontariato. Infrastrutture. Saranno nominati commissari per seguire le grandi opere nell'ambito della legge obiettivo, che verrà estesa anche alle aree urbane. Silenzio-assenso, ancora tutto da decidere In teoria potrebbe valere anche per porto d'armi e permesso di soggiorno. Baccini: svolta epocale di PIETRO PIOVANI ROMA Che cosa cambia con la legge sul silenzio-assenso? La risposta al momento non può darla nessuno. La legge presentata ieri dal governo infatti rimanda tutto a una serie di regolamenti che i ministeri dovranno emanare nei prossimi sei mesi e che stabiliranno quali pratiche saranno escluse dal silenzio-assenso. Senza contare che il testo della legge deve affrontare i possibili emendamenti del Parlamento. Nel frattempo si possono solo indicare alcune delle procedure che, se per caso non fossero comprese nei decreti, rientrerebbero nella regola. In teoria, potrebbe avvalersi del silenzio-assenso chi richiede il porto d'armi o l'iscrizione a un albo, l'extracomunitario che chiede il permesso di soggiorno, l'azienda che chiede un finanziamento pubblico. In teoria. In pratica, ancora non si sa. La Dia. Nel dibattito dei giorni scorsi molti hanno confuso due cose diverse. Una cosa è il silenzio-assenso, un'altra è la Dia, la dichiarazione di inizio attività: io avviso lo Stato che sto per fare una cosa e se lo Stato non mi blocca entro trenta giorni posso cominciare a farla. La Dia esiste già in molti casi: il primo governo Berlusconi l'aveva introdotta per i lavori di ristrutturazione nelle case, il governo Prodi ne ha esteso l'applicazione. Il decreto approvato dovrebbe in teoria renderla sistematica, abolendo qualunque «autorizzazione, licenza, concessione, permesso o nulla osta». Solo che poi viene specificato un lunghissimo elenco di campi in cui la Dia non si può applicare (difesa nazionale, pubblica sicurezza, immigrazione, giustizia, tutela della salute, dell'ambiente, del patrimonio culturale e paesaggistico); resta fuori ben poco. Il silenzio-assenso . La Dia è una cosa, il silenzio-assenso è un'altra. Se la norma sulla dichiarazione d'inizio attività non porterà forse grandi cambiamenti, l'altra norma potrebbe, come si è detto, provocare grandi sconvolgimenti: io faccio una richiesta all'amministrazione e dopo novanta giorni la mancata risposta equivale a un sì. Il testo della legge prevede al momento una sola eccezione alla regola: la tutela dell'ambiente e del patrimonio culturale. Quindi dovrebbero essere escluso il rischio di edilizia selvaggia, tanto più che le concessioni per costruire sono rilasciate dai comuni e questa legge non si applica (a quanto si è capito) agli enti locali. Per il resto, si potrebbe applicare a tutto o a niente: bisogna aspettare i regolamenti. Baccini . Per il ministro della Funzione pubblica Mario Baccini questi provvedimenti sono «una svolta epocale» che «migliorerà il rapporto tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione».