Le ragioni di una protesta pacifica ma determinata e senza sconti L'appuntamento è per il 30 marzo, per la manifestazione nazionale di Niscemi. Il comitato No Muos Caltagirone OndEvitare e il comitato Mamme No Muos Caltagirone, si organizzano in vista della "madre" di tutte le manifestazioni. Ribadiscono le ragioni di una lotta pacifica, ma determinata e senza sconti, "per la tutela della salute e dell'ambiente", che riguarda non solo il sistema militare Usa in corso di installazione, ma anche le altre 46 antenne da tempo in funzione in contrada Ulmo, nel territorio di Niscemi, ma a breve distanza da quello di Caltagirone. E trovano, ancora una volta, supporti scientifici alle loro tesi. Come quelli emersi dall'incontro di ieri pomeriggio, al convitto Inpdap. Fabio la Spina, fisico già impegnato nelle misurazioni delle onde elettromagnetiche per la redazione di relazioni sanitarie, non ha dubbi: «Con quelle 46 antenne, che costituiscono un problema incombente, siamo già al di là dei limiti fissati dalla legge. Con il Muos, anche se un calcolo preciso del suo impatto non può farsi, saremo ancora oltre». «Le onde elettromagnetiche, se di potenza notevole - afferma l'oculista Sergio Palazzo - possono causare numerose alterazioni dell'apparato oculare, dalla cheratite attinica, alla cataratta, alle maculopatie e persino al melanoma oculare. Sul Muos e su installazioni simili servirebbe una ricerca scientifica scevra dai condizionamenti delle industrie, che proponga in prospettiva ciò che oggi non è dato sapere». Anche Marisa Falcone, presidente Adas (Associazione per la difesa dell'ambiente e della salute), oltre che sul Muos, punta l'indice contro le 46 antenne in funzione nell'area «che sono - spiega - un pericolo attuale per l'esposizione ai campi elettromagnetici. Bisogna fare uno studio per verificare l'incidenza reale di ogni singola antenna e poi di tutte insieme, per misurare l'intero campo prodotto». «Siamo dispiaciute per le due donne indagate per la protesta del 6 marzo - osserva Samanta Cinnirella, presidente delle Mamme No Muos calatine - avremmo preferito essere denunciate tutte perché la loro è la nostra battaglia ed è, quindi, la battaglia di tutti. Ieri l'altro, in contrada Ulmo, ci è stato impedito di vigilare su cosa un convoglio stesse portando all'interno della base». Cinnirella invita a sostenere la raccolta di giocattoli «che serviranno a costruire un muro per bloccare simbolicamente l'ingresso della Base». «Altre installazioni simili al Muos - racconta Rita Carella - sono state montate, nel mondo, in luoghi desertici. E invece qui da noi vogliano montarcelo sotto casa, come se in questo territorio non vivesse nessuno». "Il 30, a Niscemi - si augura Ismaele Conte - speriamo di essere almeno in diecimila». Mariano Messineo 24032013